domenica 5 maggio 2019

MODULO VOTO PROTESTA ELEZIONI EUROPEE 2019 di Orazio Fergnani



 MODULO VOTO PROTESTA ELEZIONI EUROPEE 2019


Al Segretario del Seggio :


Io sottoscritto ...............................................................................................................Nato il ...........................


A ............................................................................... Residente a : ....................................,,,,,,,,,,,,...................


in Via/Piazza ................................................................................ Tessera elett. .........................Seggio ...........


PRESENTO MOTIVAZIONE DELLA MIA OPPOSIZIONE E PROTESTA CONTRO LA FARSA DI ELEZIONI DI UN PARLAMENTO EUROPEO  ... CHE NON HA DI FATTO ALCUN POTERE.

MI SPIEGO MEGLIO

Il Parlamento Europeo è il più cialtronesco, demenziale baraccone mai progettato dalla Storia politica umana.. basta affermare che i parlamentari europei delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi (e sovente conflittuali con le Costituzioni nazionali) ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, e perciò sono dementi, vigliacchi e traditori. Epstein e O’Halloaran in uno studio della Cambridge University del 1999 dichiararono : “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami “riforme” di lavoro, pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, etc.)”.

Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabile. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrighi legali asfissianti, per cui  per capirci qualcosa un deputato si dovrebbe dotare di uno staff di tecnici ed anche di ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sulla critica da proporrre, trovare i mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo ed infine convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.
I tempi...  4 mesi per : 1) organizzare tutto quanto detto prima; 2) fare un lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE;  3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che deve essere poi d’accordo. Entro i 4 mesi, ... altrimenti tutto da capo.

Dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto paradossalmente ed incredibilmente è passato inconfutato.

Ma il deputato contestatore deve anche sorpassare il possibile veto della Commissione Parlamentare interessata; un possibile veto che viene da conflitti di giurisdizione, ottenere la maggioranza assoluta di tutto il Parlamento UE e l’ok del 55% del Consiglio dei Ministri (cioè di tutti gli Stati UE). In altre parole: il parlamentare UE ha in pratica zero poteri di bloccare le leggi fatte dagli autocrati di Bruxelles.

Il Parlamento UE può in effetti bocciare sia la nomina del Presidente della Commissione UE, sia la lista dei Commissari UE. .....ma basta ripresentare quasi identici il Presidente e Commissari o colorare con minime cosmetiche correzioni per salvare la faccia ...Se il Parlamento UE non accetta il salva-faccia, esso riboccia il tutto.... e si entra nel labirinto chiamato Crisi Costituzionale secondo il Trattato di Lisbona.
Chi la risolve la crisi costituzionale sopra descritta? Il Parlamento UE?. Il Consiglio Europeo? No .. semplicemente la Corte Europea di Giustizia, ancora meno eletta della Commissione UE.

Ma ciò che questa Europa ha portato di più devastante sulla più bella e democratica Costituzione del mondo, la nostra, sono i Trattati. Finora in tutto quest’articolo abbiamo parlato dell’inesistente potere del Parlamento UE di opporsi alle leggi sovranazionali della Commissione. Esse sono chiamate “Leggi Secondarie”.

Le “Leggi Primarie” in Europa sono quei Trattati, come Maastricht, Lisbona, o il devastante Fiscal Compact (quello che ci ha imposto nella Costituzione di Calamandrei la distruzione del suo senso più profondo, cioè l’equità sociale e, fra molto altro, l’abolizione dei poteri di spesa sovrana del Parlamento di Roma).

Il parlamentare europeo non ha alcun potere di cambiare o eliminare i devastanti Trattatti Neoliberisti, cioè quelli economici, quelli che contano, in cui si parla di Spesa dello Stato per le nostre vite, malattie, lavoro, pensioni o dei giovani e della nostra Costituzione.

Il Trattato di Lisbona, con l’Art. 48 TEU, sancisce che per modificare un Trattato europeo ci sono quattro procedure. In tutte e quattro il ruolo del Parlamento UE è limitatissimo. Tre sono le fondamentali: la Procedura Ordinaria, la Semplificata, e la Passerelle.Già l’elenco degli attori in questa farsa  è indicativo. Tutti questi attori devono essere tutti insieme coinvolti, pluri-consultati, coordinati, informati e infine convinti a cambiare un Trattato:
- Tutti i 28 governi nazionali, e anche solo uno può porre il veto a tutto
- La Commissione di Bruxelles
- Il Consiglio Europeo
- Il Consiglio dei MInistri
- la cosiddetta Convenzione europea
- la Conferenza Intergovernativa
- la Banca Centrale Europea
- e in ultimo il Parlamento UE

La Procedura Ordinaria: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Quindi va messa assieme una Convenzione europea dove vanno coinvolti: i rappresentanti di tutti i governi, con i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, con la Commissione, e col Parlamento UE. Poi si indice una Conferenza dei governi europei che deciderà sulle proposte di cambiamento del Trattato in questione. Se fallisce la Convenzione, fallisce tutta la procedura. Alla fine il tutto torna poi ai Parlamenti nazionali che dovranno votare un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Semplificata: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Consiglio Europeo e Consiglio dei Ministri si consultano con la Commissione, con la Banca Centrale Europea e col Parlamento UE, ma non c’è nulla di vincolante da parte di quest’ultimo. Poi Il Consiglio approva la modifica, ma di nuovo si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Passerelle. E’ una specie di scorciatoia super tecnica nella modifica di un Trattato. Per esempio, essa permette al Consiglio Europeo di autorizzare il Consiglio dei Ministri a ignorare i Trattati modificando la maggioranza di voto che gli è richiesta per certe decisioni (da unanimità a maggioranza qualificata). Oppure lo autorizza a cambiare il modo di legiferare in UE da ‘speciale’ a ‘ordinario’ anche quando i Trattati avrebbero imposto la modalità ‘speciale’. Però per adottare la scorciatoia Passerelle, il Consiglio Europeo deve raggiungere voto unanime. Ma come sempre si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no alla Passerelle, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

RIFLESSIONE.... E DECISIONE

Un parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e devono lottare fino fiall’ultimo sangue se vogliono opporsi alle potentissime lobbies che controllano persone che nessuno elegge ma che fanno leggi... è strumento ingiusto, illegale ed usurpativo dei diritti e dellle funzioni democratiche.

Votare per eleggere un Parlamento Europeo così palesemente “fasullo”, impotente .... e men che mai rappresentativo della volontà del popolo italiano ed europeo è rendersi intenzionalmente complici di una dittatura.

NOI NON CI PRESTIAMO A SIMILI RAGGIRI.

FASI PROCEDURALI DI VOTO MOTIVAZIONI ED INTENZIONI di Orazio Fergnani




FASI PROCEDURALI DI VOTO MOTIVAZIONI ED INTENZIONI

AlbaMediterranea e The Walk of Change hanno deciso di agire secondo il vademecum di seguito  meglio esplicitato... e per ora ci atterremo a questa linea di condotta passiva, la sopportazione della connivenza con i "meno peggio"... che ha contraddistinto gran parte dell'elettorato italiano in questi ultimi decenni è arrivato al capolinea... e vi possiamo garantire... che dall'interno del palazzo, come alcuni si ostinano a sostenere,  non è mai cambiato un accidenti...che non fosse confacente al volere del “Potere”. Cominciamo a mettere a frutto le conoscenze della storia e politica alternativa che ben conosciamo.
Basta coi compromessi e con le cessioni di benevolenza...  I tempi cominciano ad essere ricettivi alle nuove verità di cui noi siamo portatori...  Ecco il filo conduttore che ci deve guidare...

La  decisione strategica di AlbaMediterranea e The Walk of Change è stata presa qualche tempo fa ed è un processo a lungo termine.. In questa tornata elettorale la nostra azione si esplicherà nella contestazione della "protesta" della non rappresentatività delle liste, candidati, dei programmi, non indicativi della volontà popolare... Meno ancora nostra personale.
L'unica, vera, ineludibile proposta politica da condividere e votare può essere solo quella che preveda la nazionalizzazione della Banca d’Italia e la conseguente emissione di Titoli di Stato esenti da debito... Questo Albamediterranea e The Walk of Change faranno.... E quindi per intanto contesteremo queste elezioni nel modo che è qui di seguito descritto. 

Come specificato in vari articoli già esistenti e risalenti e derivanti dagli Artt. 44, comma 4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79, comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche...  si può esercitare il proprio diritto di voto senza effettuare di fatto e realmente l'usuale votazione.
 
Ecco le indicazioni per far sì che il vostro voto di elettore sia ritenuto valido e non sussistano vizi di forma e si può legittimamente richiedere e dichiarare al presidente del seggio elettorale di voler “ESEGUIRE UN VOTO DI PROTESTA”.
Al riguardo, il presidente del seggio, al fine di non rallentare il regolare svolgimento delle operazioni, deve prendere a verbale la protesta dell’elettore e il suo rifiuto di compilare la scheda. La verbalizzazione sintetica e veloce, con l’annotazione nel verbale stesso, delle generalità dell’elettore, del motivo del reclamo o della protesta, allegando anche gli eventuali scritti che l’elettore ritenesse di voler consegnare al seggio.

Qui di seguito le istruzioni per la verbalizzazione di protesta a fronte della Circolare del Ministero Interno n.23 /2015 – Roma, 22 maggio 2015 e Circolare n. 30 / 2016 – Roma, 27 maggio 2016, comma “h”;ed inoltre “istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione” (pag.75 e 76 paragrafo 17.7. – pubblicazione n° 3 del febbraio 2018)

FASI PROCEDURALI DA OSSERVARE CATEGORICAMENTE :
1) Portare con sé: il documento d'identità e la Tessera Elettorale; 2 copie della dichiarazione scritta con il contenuto della propria protesta (MODULO VOTAZIONI EUROPEE 2019), e questa copia di spiegazioni del comportamento da tenere e riferimento alle leggi che lo legittimano. Presentarsi quindi al seggio individualmente e registrarsi.

2) Far timbrare la Tessera Elettorale prima di ricevere la scheda, come previsto dall'art.12, comma 1 del D.P.R. 8 settembre 2000, n.299.

3) Solo nel momento in cui uno degli scrutatori vi tenderà la scheda elettorale e la matita per siglarla,, DICHIARARE che si intende esercitare il “diritto-dovere di voto”, ma ESERCITANDOLO MEDIANTE IL “VOTO DI PROTESTA”.

4) Mai accennare IL GESTO di  AVVICINARSI alla cabina per il voto segreto.

5) Dichiarare di voler esercitare il diritto di verbalizzare una “protesta” come stabilito dagli articoli di Legge (Artt. 44, comma 4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79 , comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche).

      6) Consegnare il proprio scritto di protesta perché venga inserito nel registro dei Verbali (MODULO VOTAZIONI EUROPEE 2019) in 2 (DUE) copie di cui una vi deve essere restituita timbrata e firmata per ricevuta.
 
7) Precisare che si intende essere registrati come “elettori adempienti il diritto- dovere di voto”, e che si richiede in forma scritta, una nota che reciti testuali parole: IL SIGNOR (Nome e Cognome) ha presentato un nota di protesta nei riquadri e colonne della Lista Sezionale e nel Registro per l’Annotazione del Numero delle Tessere, (Circolare n.23 /22 maggio 2015).

8) Non accettate e soprattutto non controfirmate che in tali riquadri e colonne venga riportata la dicitura "Non Votante" . SOTTOLINEATE IL FATTO che vi siete presentati li per “compiere ed esercitare il vostro diritto/dovere di Elettori”, e intendete QUINDI ESEGUIRLO secondo quanto la Legge prevede e consente.

9) Chiarite che NON VI RIFIUTATE DI VOTARE, ma di soggiacere ad un raggiro quali le elezioni del Parlamento che sono istituzionalmente circoscritte ed annichilite, incapaci di esercitare il volere dei Popoli europei  e, pertanto, vi avvalete della verbalizzazione di una protesta, che a tutti gli effetti di legge vi qualifica come partecipanti alle Elezioni. (FATTO RILEVANTISSIMO!! Di cui il Ministero degli Interni deve tenere documentazione statistica.

10) La vostra perciò “non è una astensione”, il cui verbale tra l'altro non è previsto dalla Legge, ma “un voto politico elettorale a tutti gli effetti”.Se tutto funzionale regolarmente, ritirate la tessera, i vostri documenti, la copia firmata e timbrata del

MODULO DI PROTESTA e uscite dal seggio. Se il protocollo, così come riportato, verrà eseguito correttamente da ogni partecipante a questa ATIPICA (MA LEGALE) FORMA DI PROTESTA, avremo scritto una pagina importantissima della storia della politica italiana.

11) Se invece, da parte del Presidente, Segretario, o di chi per esso, vi vengono frapposte difficoltà, o vi viene rifiutato il timbro sulla Tessera Elettorale, non reagite in alcun modo, non mettetevi a discutere, anche se provocati dal personale di Seggio.….
Richiedere invece l’intervento del pubblico ufficiale presente al seggio e preposto per la sicurezza (carabiniere o finanziere, o altro) che dovrà verbalizzare la chiara e decisa volontà del Segretario del Seggio e/o del Presidente di inadempienza dell'obbligo dell'atto di Protesta, diventandone garante rispetto alle parti.

12) Quind ricordare alla presenza della “forza pubblica” o meno...il Presidente del Seggio... in base al dettato della Circolare ministeriale 1° Marzo 1897, n. 17100-2 ( c.d. circolare Astengo ) Art. 1 – “Ogni atto che perviene all’ufficio o ne parte deve essere assegnato a una categoria di archivio   registrato nel protocollo. “… e dall'articolo 53, comma 5 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445  Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall'amministrazione e tutti i documenti informatici. “, nonché dall'articolo 18-bis della Legge 241/90, introdotto dal D.Lgs 126/2016.

13) Infine, se volete procedere al deposito della querela contro il Segretario e Presidente del seggio (ed eventuali altri) … per attentato contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.); Abuso d’ufficio (art.323 c.p.); Omissioni d’atti d’ufficio (art.328 c.p.); (eventuale) Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);  (ed altro)... all'Ufficiale Giudiziario più vicino, entro 90 giorni dal momento del fatto.

Occorre ribadire che il, voto di protesta è un voto a tutti li effetti E NON E' NULLO, (semmai NON ELETTIVO), esattamente ciò che vogliamo... e il fatto che non concorre ad eleggere non implica che sia conseguentemente nullo) in ogni caso potenziale ed effettivo  “veicolo” comunicativo per esprimere più concetti e “valenze” contemporaneamente... Inoltre occorre rilevare che :
A) Non potrebbe esserci dimostrazione più eclatante di così per dimostrare di esser andati a votare visto che si viene addirittura verbalizzati...il che è un palese ed esplicito riconoscimento di VOTO ..
B) Viene verbalizzato il fatto di aver espresso una palese, chiara e decisa presa di posizione ed opposizione anche giudiziaria in merito alle elezioni ....
C) I voti di protesta poi vengono raccolti in un elenco ufficiale ...
D) Che viene depositato presso la segreteria elettorale del comune, la segreteria della prefettura e segreteria della camera.
E) Questo elenco e' pubblico..... VISIBILE A CHIUNQUE A SEMPLICE RICHIESTA.
F) Se IL VOTO DI PROTESTA fosse un voto nullo sarebbe inserito nel fascicolo dei voti nulli e del tutto dimenticato ed escluso da successive considerazioni... ed invece viene mantenuto ed archiviato  in verbali, registri, elenchi (anche a futura memoria)... significherà qualcosa?... chi può giuridicamente sostenere che questo voto sia nullo??...
G) SEMMAI E’ un voto “NON ELETTIVO” ...ed infatti noi di AlbaMediterranea intenzionalmente ci rifiutiamo di votare degli abusivi, illegali, incostituzionali usurpatori. Il rifiuto della scheda come fase del VOTO DI PROTESTA... inoppugnabilmente perde la funzione di strumento atto alla elegibilità dei candidati o del partito... ma mantiene inalterata tutta la sua valenza di voto espresso ... anzi .... addirittura rafforzata dal fatto di essere diventato voto palese ed identificato attraverso la verbalizzazione e il deposito del documento di protesta e l’inserimento nell’elenco pubblico esposto nei COMUNI, NELLE PREFETTURE E ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ...
H) Ed inoltre in queste circostanze tu voti secondo il volere e le regole stabilite da un parlamento illegale ed incostituzionale, che ha eletto un presidente della repubblica incostituzionale, che ha “nominato” vari governi incostituzionali ed illegittimi che hanno emesso e ratificato folli leggi contro l’interesse del popolo italiano come le leggi sull’immigrazione, sul job act, sui vaccini, sul MES, etc., etc., etc., e quindi votandoli si riconoscerebbe la legalita ed autorevolezza di costoro, così legittimandoli.
Quindi apponendo il voto di protesta si otterrà .... :
A) in primis di dimostrare che il VOTO DI PROTESTA è un concreto strumento di contestazione al regime atttuale;
B) che immediatamente dopo le elezioni saranno DISPONIBILI gli elenchi dei coraggiosi che avranno effettuato il voto di protesta e ci “POTREMO CONTARE” .... e “CI CONTEREMO”;
C) di unire in una prima lotta contro il regime tutti questi reali oppositori facendo resistenza e continua DISOBBEDIENZA CIVILE sotto varie formule e modalità, alcune già predisposte;
D) sulla base degli elenchi pubblici (si invita a mettere sulla scheda di voto il numero di cellulare ed indirizzo email) entreremo in contatto tra di noi e potremo contattarci e conoscerci e valuteremo assieme, se, sulla base dei punti sintetizzati da AlbaMediterranea a seguito di decenni di esperienza di controinformazione, sarà possibile creare un partito di gente coraggiosa e decisa a percorrere strade innovative, evolutive e sostitutive del consumismo postcapitalistico attuale in risposta della quarta rivolizione industriale imposta unilateralmente dalla finanza mondialista.

Spero di avere chiarito almeno qualche aspetto del progetto.(vedi su www.albamediterranea.com ).
OTTENUTA LA RICEVUTA DEL VOTO DI PROTESTA CON TIMBRO E FIRMA,CHI VUOLE, PUO’ SCANSIRLA (O FOTOGRAFARLA) ED INVIARLA TRAMITE WHAT’SAPP O TELEGRAM AL MIO CELLULARE
391 1420055

OPPURE, .... MEGLIO, INVIARLA VIA E-MAIL A : voto.di.protesta.verifica@gmail.com


sabato 13 aprile 2019

MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE di Orazio Fergnani ( tratto da un articolo di Paolo Barnard)





MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE
tratto da un articolo di Paolo Barnard

Parlamento Europeo è il più farsesco demenziale baraccone mai pensato dalla Storia politica umana. Credere che dall’interno di un carrozzone impantanato come questo, è da fessi. E contestualmente i parlamentari europei che delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi (e sovente conflittuali con le Costituzioni nazionali) ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, sono dementi, vigliacchi e traditori. Epstein e O’Halloaran in uno studio della Cambridge University del 1999 dichiararono : “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami ‘riforme’ di lavoro e pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, nda)”.

Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabile. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrighi legali asfissianti, per cui  per capirci qualcosa un deputato si dovrebbe dotare di uno staff di tecnici ed anche di ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sulla critica da proporrre, trovare i mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo ed infine convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.
I tempi...  4 mesi per : 1) organizzare tutto quanto detto prima; 2) fare un lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE;  3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che deve essere poi d’accordo. Entro i 4 mesi, ... altrimenti tutto da capo.

Dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto paradossalmente ed incredibilmente è passato inconfutato.

Ma il deputato contestatore deve anche sorpassare il possibile veto della Commissione Parlamentare interessata; un possibile veto che viene da conflitti di giurisdizione, ottenere la maggioranza assoluta di tutto il Parlamento UE e l’ok del 55% del Consiglio dei Ministri (cioè di tutti gli Stati UE). In altre parole: il parlamentare UE ha in pratica zero poteri di bloccare le leggi fatte dagli autocrati di Bruxelles.

Il Parlamento UE può in effetti bocciare sia la nomina del Presidente della Commissione UE, sia la lista dei Commissari UE. .....ma basta ripresentare quasi identici il Presidente e Commissari o colorare con minime cosmetiche correzioni per salvare la faccia ...Se il Parlamento UE non accetta il salva-faccia, esso riboccia il tutto.... e si entra nel labirinto chiamato Crisi Costituzionale secondo il Trattato di Lisbona.
Chi la risolve la crisi costituzionale sopra descritta? Il Parlamento UE?. Il Consiglio Europeo? No .. semplicemente la Corte Europea di Giustizia, meno eletta della Commissione UE.

Ma ciò che questa Europa ha portato di più devastante sulla più bella e democratica Costituzione del mondo, la nostra, sono i Trattati. Finora in tutto quest’articolo abbiamo parlato dell’inesistente potere del Parlamento UE di opporsi alle leggi sovranazionali della Commissione. Esse sono chiamate “Leggi Secondarie”.

Le “Leggi Primarie” in Europa sono quei Trattati, come Maastricht, Lisbona, o il devastante Fiscal Compact (quello che ci ha imposto nella Costituzione di Calamandrei la distruzione del suo senso più profondo, cioè l’equità sociale e, fra molto altro, l’abolizione dei poteri di spesa sovrana del Parlamento di Roma).

Il parlamentare europeo in definitiva non ha alcun potere di cambiare o di eliminare i devastanti Trattatti Neoliberisti, cioè quelli economici che contano perché si parla di Spesa di Stato per le nostre vite, malattie, lavoro, pensioni o giovani e della nostra Costituzione nazionale.

Il Trattato di Lisbona, con l’Art. 48 TEU, sancisce che per modificare un Trattato europeo ci sono quattro procedure. In tutte e quattro il ruolo del Parlamento UE è limitatissimo. Tre sono le fondamentali: la Procedura Ordinaria, la Semplificata, e la Passerelle.Già l’elenco degli attori in questa farsa  è indicativo. Tutti questi attori devono essere tutti insieme coinvolti, pluri-consultati, coordinati, informati e infine convinti a cambiare un Trattato:
- Tutti i 28 governi nazionali, e anche solo uno può porre il veto a tutto
- La Commissione di Bruxelles
- Il Consiglio Europeo
- Il Consiglio dei MInistri
- la cosiddetta Convenzione europea
- la Conferenza Intergovernativa
- la Banca Centrale Europea
- e in ultimo il Parlamento UE

La Procedura Ordinaria: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Quindi va messa assieme una Convenzione europea dove vanno coinvolti: i rappresentanti di tutti i governi, con i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, con la Commissione, e col Parlamento UE. Poi si indice una Conferenza dei governi europei che deciderà sulle proposte di cambiamento del Trattato in questione. Se fallisce la Convenzione, fallisce tutta la procedura. Alla fine il tutto torna poi ai Parlamenti nazionali che dovranno votare un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Semplificata: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Consiglio Europeo e Consiglio dei Ministri si consultano con la Commissione, con la Banca Centrale Europea e col Parlamento UE, ma non c’è nulla di vincolante da parte di quest’ultimo. Poi Il Consiglio approva la modifica, ma di nuovo si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Passerelle. E’ una specie di scorciatoia super tecnica nella modifica di un Trattato. Per esempio, essa permette al Consiglio Europeo di autorizzare il Consiglio dei Ministri a ignorare i Trattati modificando la maggioranza di voto che gli è richiesta per certe decisioni (da unanimità a maggioranza qualificata). Oppure lo autorizza a cambiare il modo di legiferare in UE da ‘speciale’ a ‘ordinario’ anche quando i Trattati avrebbero imposto la modalità ‘speciale’. Però per adottare la scorciatoia Passerelle, il Consiglio Europeo deve raggiungere voto unanime. Ma come sempre si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no alla Passerelle, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

RIFLESSIONE....

Un parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e i cui legislatori devono lottare all’ultimo sangue se vogliono opporsi a potentissime leggi fatte da gente che nessuno elegge è strumento ingiusto, illegale, illiberale ed usurpativo dei diritti e dellle funzioni democratiche.

Votare per eleggere un Parlamento Europeo  così palesemente “fasullo” e men che mai rappresentativo della volontà del popolo europeo è rendersi intenzionalmente complici di una dittatura.

NOI NON CI PRESTIAMO A SIMILI RAGGIRI.