domenica 5 maggio 2019

MODULO VOTO PROTESTA ELEZIONI EUROPEE 2019 di Orazio Fergnani



 MODULO VOTO PROTESTA ELEZIONI EUROPEE 2019


Al Segretario del Seggio :


Io sottoscritto ...............................................................................................................Nato il ...........................


A ............................................................................... Residente a : ....................................,,,,,,,,,,,,...................


in Via/Piazza ................................................................................ Tessera elett. .........................Seggio ...........


PRESENTO MOTIVAZIONE DELLA MIA OPPOSIZIONE E PROTESTA CONTRO LA FARSA DI ELEZIONI DI UN PARLAMENTO EUROPEO  ... CHE NON HA DI FATTO ALCUN POTERE.

MI SPIEGO MEGLIO

Il Parlamento Europeo è il più cialtronesco, demenziale baraccone mai progettato dalla Storia politica umana.. basta affermare che i parlamentari europei delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi (e sovente conflittuali con le Costituzioni nazionali) ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, e perciò sono dementi, vigliacchi e traditori. Epstein e O’Halloaran in uno studio della Cambridge University del 1999 dichiararono : “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami “riforme” di lavoro, pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, etc.)”.

Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabile. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrighi legali asfissianti, per cui  per capirci qualcosa un deputato si dovrebbe dotare di uno staff di tecnici ed anche di ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sulla critica da proporrre, trovare i mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo ed infine convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.
I tempi...  4 mesi per : 1) organizzare tutto quanto detto prima; 2) fare un lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE;  3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che deve essere poi d’accordo. Entro i 4 mesi, ... altrimenti tutto da capo.

Dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto paradossalmente ed incredibilmente è passato inconfutato.

Ma il deputato contestatore deve anche sorpassare il possibile veto della Commissione Parlamentare interessata; un possibile veto che viene da conflitti di giurisdizione, ottenere la maggioranza assoluta di tutto il Parlamento UE e l’ok del 55% del Consiglio dei Ministri (cioè di tutti gli Stati UE). In altre parole: il parlamentare UE ha in pratica zero poteri di bloccare le leggi fatte dagli autocrati di Bruxelles.

Il Parlamento UE può in effetti bocciare sia la nomina del Presidente della Commissione UE, sia la lista dei Commissari UE. .....ma basta ripresentare quasi identici il Presidente e Commissari o colorare con minime cosmetiche correzioni per salvare la faccia ...Se il Parlamento UE non accetta il salva-faccia, esso riboccia il tutto.... e si entra nel labirinto chiamato Crisi Costituzionale secondo il Trattato di Lisbona.
Chi la risolve la crisi costituzionale sopra descritta? Il Parlamento UE?. Il Consiglio Europeo? No .. semplicemente la Corte Europea di Giustizia, ancora meno eletta della Commissione UE.

Ma ciò che questa Europa ha portato di più devastante sulla più bella e democratica Costituzione del mondo, la nostra, sono i Trattati. Finora in tutto quest’articolo abbiamo parlato dell’inesistente potere del Parlamento UE di opporsi alle leggi sovranazionali della Commissione. Esse sono chiamate “Leggi Secondarie”.

Le “Leggi Primarie” in Europa sono quei Trattati, come Maastricht, Lisbona, o il devastante Fiscal Compact (quello che ci ha imposto nella Costituzione di Calamandrei la distruzione del suo senso più profondo, cioè l’equità sociale e, fra molto altro, l’abolizione dei poteri di spesa sovrana del Parlamento di Roma).

Il parlamentare europeo non ha alcun potere di cambiare o eliminare i devastanti Trattatti Neoliberisti, cioè quelli economici, quelli che contano, in cui si parla di Spesa dello Stato per le nostre vite, malattie, lavoro, pensioni o dei giovani e della nostra Costituzione.

Il Trattato di Lisbona, con l’Art. 48 TEU, sancisce che per modificare un Trattato europeo ci sono quattro procedure. In tutte e quattro il ruolo del Parlamento UE è limitatissimo. Tre sono le fondamentali: la Procedura Ordinaria, la Semplificata, e la Passerelle.Già l’elenco degli attori in questa farsa  è indicativo. Tutti questi attori devono essere tutti insieme coinvolti, pluri-consultati, coordinati, informati e infine convinti a cambiare un Trattato:
- Tutti i 28 governi nazionali, e anche solo uno può porre il veto a tutto
- La Commissione di Bruxelles
- Il Consiglio Europeo
- Il Consiglio dei MInistri
- la cosiddetta Convenzione europea
- la Conferenza Intergovernativa
- la Banca Centrale Europea
- e in ultimo il Parlamento UE

La Procedura Ordinaria: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Quindi va messa assieme una Convenzione europea dove vanno coinvolti: i rappresentanti di tutti i governi, con i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, con la Commissione, e col Parlamento UE. Poi si indice una Conferenza dei governi europei che deciderà sulle proposte di cambiamento del Trattato in questione. Se fallisce la Convenzione, fallisce tutta la procedura. Alla fine il tutto torna poi ai Parlamenti nazionali che dovranno votare un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Semplificata: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Consiglio Europeo e Consiglio dei Ministri si consultano con la Commissione, con la Banca Centrale Europea e col Parlamento UE, ma non c’è nulla di vincolante da parte di quest’ultimo. Poi Il Consiglio approva la modifica, ma di nuovo si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Passerelle. E’ una specie di scorciatoia super tecnica nella modifica di un Trattato. Per esempio, essa permette al Consiglio Europeo di autorizzare il Consiglio dei Ministri a ignorare i Trattati modificando la maggioranza di voto che gli è richiesta per certe decisioni (da unanimità a maggioranza qualificata). Oppure lo autorizza a cambiare il modo di legiferare in UE da ‘speciale’ a ‘ordinario’ anche quando i Trattati avrebbero imposto la modalità ‘speciale’. Però per adottare la scorciatoia Passerelle, il Consiglio Europeo deve raggiungere voto unanime. Ma come sempre si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no alla Passerelle, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

RIFLESSIONE.... E DECISIONE

Un parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e devono lottare fino fiall’ultimo sangue se vogliono opporsi alle potentissime lobbies che controllano persone che nessuno elegge ma che fanno leggi... è strumento ingiusto, illegale ed usurpativo dei diritti e dellle funzioni democratiche.

Votare per eleggere un Parlamento Europeo così palesemente “fasullo”, impotente .... e men che mai rappresentativo della volontà del popolo italiano ed europeo è rendersi intenzionalmente complici di una dittatura.

NOI NON CI PRESTIAMO A SIMILI RAGGIRI.

FASI PROCEDURALI DI VOTO MOTIVAZIONI ED INTENZIONI di Orazio Fergnani




FASI PROCEDURALI DI VOTO MOTIVAZIONI ED INTENZIONI

AlbaMediterranea e The Walk of Change hanno deciso di agire secondo il vademecum di seguito  meglio esplicitato... e per ora ci atterremo a questa linea di condotta passiva, la sopportazione della connivenza con i "meno peggio"... che ha contraddistinto gran parte dell'elettorato italiano in questi ultimi decenni è arrivato al capolinea... e vi possiamo garantire... che dall'interno del palazzo, come alcuni si ostinano a sostenere,  non è mai cambiato un accidenti...che non fosse confacente al volere del “Potere”. Cominciamo a mettere a frutto le conoscenze della storia e politica alternativa che ben conosciamo.
Basta coi compromessi e con le cessioni di benevolenza...  I tempi cominciano ad essere ricettivi alle nuove verità di cui noi siamo portatori...  Ecco il filo conduttore che ci deve guidare...

La  decisione strategica di AlbaMediterranea e The Walk of Change è stata presa qualche tempo fa ed è un processo a lungo termine.. In questa tornata elettorale la nostra azione si esplicherà nella contestazione della "protesta" della non rappresentatività delle liste, candidati, dei programmi, non indicativi della volontà popolare... Meno ancora nostra personale.
L'unica, vera, ineludibile proposta politica da condividere e votare può essere solo quella che preveda la nazionalizzazione della Banca d’Italia e la conseguente emissione di Titoli di Stato esenti da debito... Questo Albamediterranea e The Walk of Change faranno.... E quindi per intanto contesteremo queste elezioni nel modo che è qui di seguito descritto. 

Come specificato in vari articoli già esistenti e risalenti e derivanti dagli Artt. 44, comma 4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79, comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche...  si può esercitare il proprio diritto di voto senza effettuare di fatto e realmente l'usuale votazione.
 
Ecco le indicazioni per far sì che il vostro voto di elettore sia ritenuto valido e non sussistano vizi di forma e si può legittimamente richiedere e dichiarare al presidente del seggio elettorale di voler “ESEGUIRE UN VOTO DI PROTESTA”.
Al riguardo, il presidente del seggio, al fine di non rallentare il regolare svolgimento delle operazioni, deve prendere a verbale la protesta dell’elettore e il suo rifiuto di compilare la scheda. La verbalizzazione sintetica e veloce, con l’annotazione nel verbale stesso, delle generalità dell’elettore, del motivo del reclamo o della protesta, allegando anche gli eventuali scritti che l’elettore ritenesse di voler consegnare al seggio.

Qui di seguito le istruzioni per la verbalizzazione di protesta a fronte della Circolare del Ministero Interno n.23 /2015 – Roma, 22 maggio 2015 e Circolare n. 30 / 2016 – Roma, 27 maggio 2016, comma “h”;ed inoltre “istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione” (pag.75 e 76 paragrafo 17.7. – pubblicazione n° 3 del febbraio 2018)

FASI PROCEDURALI DA OSSERVARE CATEGORICAMENTE :
1) Portare con sé: il documento d'identità e la Tessera Elettorale; 2 copie della dichiarazione scritta con il contenuto della propria protesta (MODULO VOTAZIONI EUROPEE 2019), e questa copia di spiegazioni del comportamento da tenere e riferimento alle leggi che lo legittimano. Presentarsi quindi al seggio individualmente e registrarsi.

2) Far timbrare la Tessera Elettorale prima di ricevere la scheda, come previsto dall'art.12, comma 1 del D.P.R. 8 settembre 2000, n.299.

3) Solo nel momento in cui uno degli scrutatori vi tenderà la scheda elettorale e la matita per siglarla,, DICHIARARE che si intende esercitare il “diritto-dovere di voto”, ma ESERCITANDOLO MEDIANTE IL “VOTO DI PROTESTA”.

4) Mai accennare IL GESTO di  AVVICINARSI alla cabina per il voto segreto.

5) Dichiarare di voler esercitare il diritto di verbalizzare una “protesta” come stabilito dagli articoli di Legge (Artt. 44, comma 4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79 , comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche).

      6) Consegnare il proprio scritto di protesta perché venga inserito nel registro dei Verbali (MODULO VOTAZIONI EUROPEE 2019) in 2 (DUE) copie di cui una vi deve essere restituita timbrata e firmata per ricevuta.
 
7) Precisare che si intende essere registrati come “elettori adempienti il diritto- dovere di voto”, e che si richiede in forma scritta, una nota che reciti testuali parole: IL SIGNOR (Nome e Cognome) ha presentato un nota di protesta nei riquadri e colonne della Lista Sezionale e nel Registro per l’Annotazione del Numero delle Tessere, (Circolare n.23 /22 maggio 2015).

8) Non accettate e soprattutto non controfirmate che in tali riquadri e colonne venga riportata la dicitura "Non Votante" . SOTTOLINEATE IL FATTO che vi siete presentati li per “compiere ed esercitare il vostro diritto/dovere di Elettori”, e intendete QUINDI ESEGUIRLO secondo quanto la Legge prevede e consente.

9) Chiarite che NON VI RIFIUTATE DI VOTARE, ma di soggiacere ad un raggiro quali le elezioni del Parlamento che sono istituzionalmente circoscritte ed annichilite, incapaci di esercitare il volere dei Popoli europei  e, pertanto, vi avvalete della verbalizzazione di una protesta, che a tutti gli effetti di legge vi qualifica come partecipanti alle Elezioni. (FATTO RILEVANTISSIMO!! Di cui il Ministero degli Interni deve tenere documentazione statistica.

10) La vostra perciò “non è una astensione”, il cui verbale tra l'altro non è previsto dalla Legge, ma “un voto politico elettorale a tutti gli effetti”.Se tutto funzionale regolarmente, ritirate la tessera, i vostri documenti, la copia firmata e timbrata del

MODULO DI PROTESTA e uscite dal seggio. Se il protocollo, così come riportato, verrà eseguito correttamente da ogni partecipante a questa ATIPICA (MA LEGALE) FORMA DI PROTESTA, avremo scritto una pagina importantissima della storia della politica italiana.

11) Se invece, da parte del Presidente, Segretario, o di chi per esso, vi vengono frapposte difficoltà, o vi viene rifiutato il timbro sulla Tessera Elettorale, non reagite in alcun modo, non mettetevi a discutere, anche se provocati dal personale di Seggio.….
Richiedere invece l’intervento del pubblico ufficiale presente al seggio e preposto per la sicurezza (carabiniere o finanziere, o altro) che dovrà verbalizzare la chiara e decisa volontà del Segretario del Seggio e/o del Presidente di inadempienza dell'obbligo dell'atto di Protesta, diventandone garante rispetto alle parti.

12) Quind ricordare alla presenza della “forza pubblica” o meno...il Presidente del Seggio... in base al dettato della Circolare ministeriale 1° Marzo 1897, n. 17100-2 ( c.d. circolare Astengo ) Art. 1 – “Ogni atto che perviene all’ufficio o ne parte deve essere assegnato a una categoria di archivio   registrato nel protocollo. “… e dall'articolo 53, comma 5 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445  Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall'amministrazione e tutti i documenti informatici. “, nonché dall'articolo 18-bis della Legge 241/90, introdotto dal D.Lgs 126/2016.

13) Infine, se volete procedere al deposito della querela contro il Segretario e Presidente del seggio (ed eventuali altri) … per attentato contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.); Abuso d’ufficio (art.323 c.p.); Omissioni d’atti d’ufficio (art.328 c.p.); (eventuale) Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);  (ed altro)... all'Ufficiale Giudiziario più vicino, entro 90 giorni dal momento del fatto.

Occorre ribadire che il, voto di protesta è un voto a tutti li effetti E NON E' NULLO, (semmai NON ELETTIVO), esattamente ciò che vogliamo... e il fatto che non concorre ad eleggere non implica che sia conseguentemente nullo) in ogni caso potenziale ed effettivo  “veicolo” comunicativo per esprimere più concetti e “valenze” contemporaneamente... Inoltre occorre rilevare che :
A) Non potrebbe esserci dimostrazione più eclatante di così per dimostrare di esser andati a votare visto che si viene addirittura verbalizzati...il che è un palese ed esplicito riconoscimento di VOTO ..
B) Viene verbalizzato il fatto di aver espresso una palese, chiara e decisa presa di posizione ed opposizione anche giudiziaria in merito alle elezioni ....
C) I voti di protesta poi vengono raccolti in un elenco ufficiale ...
D) Che viene depositato presso la segreteria elettorale del comune, la segreteria della prefettura e segreteria della camera.
E) Questo elenco e' pubblico..... VISIBILE A CHIUNQUE A SEMPLICE RICHIESTA.
F) Se IL VOTO DI PROTESTA fosse un voto nullo sarebbe inserito nel fascicolo dei voti nulli e del tutto dimenticato ed escluso da successive considerazioni... ed invece viene mantenuto ed archiviato  in verbali, registri, elenchi (anche a futura memoria)... significherà qualcosa?... chi può giuridicamente sostenere che questo voto sia nullo??...
G) SEMMAI E’ un voto “NON ELETTIVO” ...ed infatti noi di AlbaMediterranea intenzionalmente ci rifiutiamo di votare degli abusivi, illegali, incostituzionali usurpatori. Il rifiuto della scheda come fase del VOTO DI PROTESTA... inoppugnabilmente perde la funzione di strumento atto alla elegibilità dei candidati o del partito... ma mantiene inalterata tutta la sua valenza di voto espresso ... anzi .... addirittura rafforzata dal fatto di essere diventato voto palese ed identificato attraverso la verbalizzazione e il deposito del documento di protesta e l’inserimento nell’elenco pubblico esposto nei COMUNI, NELLE PREFETTURE E ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ...
H) Ed inoltre in queste circostanze tu voti secondo il volere e le regole stabilite da un parlamento illegale ed incostituzionale, che ha eletto un presidente della repubblica incostituzionale, che ha “nominato” vari governi incostituzionali ed illegittimi che hanno emesso e ratificato folli leggi contro l’interesse del popolo italiano come le leggi sull’immigrazione, sul job act, sui vaccini, sul MES, etc., etc., etc., e quindi votandoli si riconoscerebbe la legalita ed autorevolezza di costoro, così legittimandoli.
Quindi apponendo il voto di protesta si otterrà .... :
A) in primis di dimostrare che il VOTO DI PROTESTA è un concreto strumento di contestazione al regime atttuale;
B) che immediatamente dopo le elezioni saranno DISPONIBILI gli elenchi dei coraggiosi che avranno effettuato il voto di protesta e ci “POTREMO CONTARE” .... e “CI CONTEREMO”;
C) di unire in una prima lotta contro il regime tutti questi reali oppositori facendo resistenza e continua DISOBBEDIENZA CIVILE sotto varie formule e modalità, alcune già predisposte;
D) sulla base degli elenchi pubblici (si invita a mettere sulla scheda di voto il numero di cellulare ed indirizzo email) entreremo in contatto tra di noi e potremo contattarci e conoscerci e valuteremo assieme, se, sulla base dei punti sintetizzati da AlbaMediterranea a seguito di decenni di esperienza di controinformazione, sarà possibile creare un partito di gente coraggiosa e decisa a percorrere strade innovative, evolutive e sostitutive del consumismo postcapitalistico attuale in risposta della quarta rivolizione industriale imposta unilateralmente dalla finanza mondialista.

Spero di avere chiarito almeno qualche aspetto del progetto.(vedi su www.albamediterranea.com ).
OTTENUTA LA RICEVUTA DEL VOTO DI PROTESTA CON TIMBRO E FIRMA,CHI VUOLE, PUO’ SCANSIRLA (O FOTOGRAFARLA) ED INVIARLA TRAMITE WHAT’SAPP O TELEGRAM AL MIO CELLULARE
391 1420055

OPPURE, .... MEGLIO, INVIARLA VIA E-MAIL A : voto.di.protesta.verifica@gmail.com


sabato 13 aprile 2019

MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE di Orazio Fergnani ( tratto da un articolo di Paolo Barnard)





MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE
tratto da un articolo di Paolo Barnard

Parlamento Europeo è il più farsesco demenziale baraccone mai pensato dalla Storia politica umana. Credere che dall’interno di un carrozzone impantanato come questo, è da fessi. E contestualmente i parlamentari europei che delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi (e sovente conflittuali con le Costituzioni nazionali) ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, sono dementi, vigliacchi e traditori. Epstein e O’Halloaran in uno studio della Cambridge University del 1999 dichiararono : “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami ‘riforme’ di lavoro e pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, nda)”.

Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabile. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrighi legali asfissianti, per cui  per capirci qualcosa un deputato si dovrebbe dotare di uno staff di tecnici ed anche di ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sulla critica da proporrre, trovare i mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo ed infine convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.
I tempi...  4 mesi per : 1) organizzare tutto quanto detto prima; 2) fare un lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE;  3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che deve essere poi d’accordo. Entro i 4 mesi, ... altrimenti tutto da capo.

Dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto paradossalmente ed incredibilmente è passato inconfutato.

Ma il deputato contestatore deve anche sorpassare il possibile veto della Commissione Parlamentare interessata; un possibile veto che viene da conflitti di giurisdizione, ottenere la maggioranza assoluta di tutto il Parlamento UE e l’ok del 55% del Consiglio dei Ministri (cioè di tutti gli Stati UE). In altre parole: il parlamentare UE ha in pratica zero poteri di bloccare le leggi fatte dagli autocrati di Bruxelles.

Il Parlamento UE può in effetti bocciare sia la nomina del Presidente della Commissione UE, sia la lista dei Commissari UE. .....ma basta ripresentare quasi identici il Presidente e Commissari o colorare con minime cosmetiche correzioni per salvare la faccia ...Se il Parlamento UE non accetta il salva-faccia, esso riboccia il tutto.... e si entra nel labirinto chiamato Crisi Costituzionale secondo il Trattato di Lisbona.
Chi la risolve la crisi costituzionale sopra descritta? Il Parlamento UE?. Il Consiglio Europeo? No .. semplicemente la Corte Europea di Giustizia, meno eletta della Commissione UE.

Ma ciò che questa Europa ha portato di più devastante sulla più bella e democratica Costituzione del mondo, la nostra, sono i Trattati. Finora in tutto quest’articolo abbiamo parlato dell’inesistente potere del Parlamento UE di opporsi alle leggi sovranazionali della Commissione. Esse sono chiamate “Leggi Secondarie”.

Le “Leggi Primarie” in Europa sono quei Trattati, come Maastricht, Lisbona, o il devastante Fiscal Compact (quello che ci ha imposto nella Costituzione di Calamandrei la distruzione del suo senso più profondo, cioè l’equità sociale e, fra molto altro, l’abolizione dei poteri di spesa sovrana del Parlamento di Roma).

Il parlamentare europeo in definitiva non ha alcun potere di cambiare o di eliminare i devastanti Trattatti Neoliberisti, cioè quelli economici che contano perché si parla di Spesa di Stato per le nostre vite, malattie, lavoro, pensioni o giovani e della nostra Costituzione nazionale.

Il Trattato di Lisbona, con l’Art. 48 TEU, sancisce che per modificare un Trattato europeo ci sono quattro procedure. In tutte e quattro il ruolo del Parlamento UE è limitatissimo. Tre sono le fondamentali: la Procedura Ordinaria, la Semplificata, e la Passerelle.Già l’elenco degli attori in questa farsa  è indicativo. Tutti questi attori devono essere tutti insieme coinvolti, pluri-consultati, coordinati, informati e infine convinti a cambiare un Trattato:
- Tutti i 28 governi nazionali, e anche solo uno può porre il veto a tutto
- La Commissione di Bruxelles
- Il Consiglio Europeo
- Il Consiglio dei MInistri
- la cosiddetta Convenzione europea
- la Conferenza Intergovernativa
- la Banca Centrale Europea
- e in ultimo il Parlamento UE

La Procedura Ordinaria: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Quindi va messa assieme una Convenzione europea dove vanno coinvolti: i rappresentanti di tutti i governi, con i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, con la Commissione, e col Parlamento UE. Poi si indice una Conferenza dei governi europei che deciderà sulle proposte di cambiamento del Trattato in questione. Se fallisce la Convenzione, fallisce tutta la procedura. Alla fine il tutto torna poi ai Parlamenti nazionali che dovranno votare un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Semplificata: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Consiglio Europeo e Consiglio dei Ministri si consultano con la Commissione, con la Banca Centrale Europea e col Parlamento UE, ma non c’è nulla di vincolante da parte di quest’ultimo. Poi Il Consiglio approva la modifica, ma di nuovo si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Passerelle. E’ una specie di scorciatoia super tecnica nella modifica di un Trattato. Per esempio, essa permette al Consiglio Europeo di autorizzare il Consiglio dei Ministri a ignorare i Trattati modificando la maggioranza di voto che gli è richiesta per certe decisioni (da unanimità a maggioranza qualificata). Oppure lo autorizza a cambiare il modo di legiferare in UE da ‘speciale’ a ‘ordinario’ anche quando i Trattati avrebbero imposto la modalità ‘speciale’. Però per adottare la scorciatoia Passerelle, il Consiglio Europeo deve raggiungere voto unanime. Ma come sempre si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no alla Passerelle, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

RIFLESSIONE....

Un parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e i cui legislatori devono lottare all’ultimo sangue se vogliono opporsi a potentissime leggi fatte da gente che nessuno elegge è strumento ingiusto, illegale, illiberale ed usurpativo dei diritti e dellle funzioni democratiche.

Votare per eleggere un Parlamento Europeo  così palesemente “fasullo” e men che mai rappresentativo della volontà del popolo europeo è rendersi intenzionalmente complici di una dittatura.

NOI NON CI PRESTIAMO A SIMILI RAGGIRI.

giovedì 11 aprile 2019

Legittimo VOTO di PROTESTA elezioni europee 2019 di Orazio Fergnani




Legittimo VOTO di PROTESTA elezioni europee 2019

Cominciando da questi giorni del mese di marzo 2019 fino al momento della votazione per le elezioni politiche europee vorremmo incontrarci con voi disinformati cittadini per spiegarvi che cosa sia e cosa potrebbe rappresentare in queste ELEZIONI POLITICHE europee questo “VOTO DI PROTESTA”.

Pochi ne sono coscienti, ma il LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA è voto concreto, effettivo, e responsabile in quanto ufficialmente dichiarato poichè voto palese, addirittura verbalizzato, al contrario del tradizionale voto assegnato segretamete incabina elettorale.

A breve organizzeremo a Roma, comuncandolo per tempo, una serie di incontri per divulgare corretta informazione e per ampliare la platea di coloro che vogliono emanciparsi dalla schiavitù  della disinformazione. Per farlo abbiamo bisogno dell’ aiuto e della prtecipazione attiva di tutti per poter mettere al corrente e “convertire” quanti più italiani possibile.

Vi preghiamo di far girare i nostri PDF, i nostri VIDEO (su Youtube AlbaMediterranea) ed invitiamo chi vuole saperne di più ad iscriversi ad AlbaMediterranea e alle nostre chat di Whatsapp o di Telegram ai gruppi “VOTO DI PROTESTA”, oppure “LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA”.

Manca poco a maggio ed occorre finalizzare ed ottimizzare ogni tipo di comunicazione... è gradito il contributo di tutti. ... in collaborazioni, in adesioni, in contributi di contatti o anche mai abbastanza apprezzato sostegno economico. Ogni manifestazione di partecipazione alla lotta di emancipazione dall’oscurità informativa è bene accetta ed altrettanto coscienziosamente utilizzata.

Molti di noi sono piuttosto impegnati per le loro attività lavorative e quindi un po’ limitati nella loro azione, ma Giorgio Vitali ed io ... ed altri, però essendo pensionati, abbiamo molto più ampia disponibilità di tempo ... Per cui .... chi fosse interessato a saperne di più in merito al LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA può contattarci, noi siamo a disposizione gratuitamente per incontri nei dintorni di Roma.....  Per altre località sempre la massima disponibilità ma siamo costretti a chiedervi un contributo per il rimborso spese

Aderire al legittimo voto di protesta è gratuito, per sostenerci però sarebbe utile versare un contributo dell’entità che preferite, poi....  ancora meglio,... se volete iscrivervi ad AlbaMediterranea il costo dell’iscrizione annuale è di 50 ( cinquanta € ), versamento che da diritto alla spedizione di una CHIAVETTA USB da 64 Gb (VALORE COMMERCIALE 40 €) contenente i files di numerosi testi di controinformazione fra cui i miei libri : “Arma Letale ... ovvero ... Cambiale Sociale”, “Sopra la Banca, come sotto la Banca la Cupola prospera e lo Schiavo arranca”... ed altri , etc., compendi essenziali per comprendere la corrotta e decadente realtà socio-economica attuale.
Chi non volesse (o potesse) per qualunque ragione sostenerci con questa cifra, potrà comunque aiutarci inviando un bonifico di qualunque importo.
Per finanziamenti uguali o superiori a 15 € (quindici) spediremo comunque un CD-ROM contenente gli stessi testi delle chiavette USB.
Il numero IBAN della Carta Postepay Evolution su cui effettuare i bonifici è :

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Oppure su conto Postepay codice IBAN :

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Per ULTERIORI  INFO contattateci ai seguenti numeri di cellulari :

Orazio Fergnani : 3911420055;
Domenico Sancamillo : 3291710731;
Giorgio Vitali393 6542426
E-MAIL : oraziofergnani@tiscali.it

LA DITTATURA DELL’UNIONE EUROPEA di Orazio Fergnani




LA DITTATURA DELL’UNIONE EUROPEA

La grande finanza internazionale attraverso i vari trattati intereuropei sottoscritti da governi compiacenti a partire dal trattato di Maastricht fino all’ obbligo del ”pareggio di bilancio” con la metodica approvazione di successive castranti leggi.... hanno sminuito, annichilito... il potere dei parlamenti nazionali.

Se il potere ultimo non è più nelle mani del popolo, la democrazia diventa contestualmente dittadura.

Nell’unione europea il potere, da tempo, non è più nelle mani dei cittadini, del popolo; infatti fin dalla sua nascita l’Europa e le sue istituzioni sono nelle mani della grande finanza internazionale.

Vedi statuto B.C.E.

Per di più le leggi elettorali emanate negli ultimi anni permettono soltanto la candidabilità di personaggi collusi, o comunque confacenti al potere finanziario sovranazionale.

Ma per capire bene il ruolo e le posizioni ...

Il potere esecutivo lo detiene la presidenza del consiglio dei ministri europea, che è composta dal plenum dei presidenti dei 28 consigli dei ministri nazionali aderenti, eletti da parlamenti nazionali a candidature blindate.....

E QUANDO OCCORRE SI NOMINA UN “TECNICO” SENZA NEPPURE PASSARE ATTRAVERSO ELEZIONI (Vedi Mario Monti ed altri)....

E mediante la creazione della B.C.E. che controlla l’emissione monetaria degli Stati aderenti all’euro hanno ottenuto il pieno controllo dell’economia, dell’industria, del commercio, dei consumi, dell’impresa e dell’ intera società.....

Unico “contentino” riservato al “potere” di decisione dei cittadini è l’elezione del parlamento europeo.... che però ha l’unica finzione di consultazione, dibattito, approvazione, o al limite rinvio e ritrattazione... SPICCIOLI....

Ed infatti al secondo passaggio il parlamento è obbligato ad approvare.

Questa è democrazia????

Queste elezioni sono una truffa, un raggiro, una ulteriore beffa, una facciata per i creduloni, invece il potere legislativo è SALDAMENTE nelle mani della commissione europea (l’hanno chiamata “proposizione”) la loro volontà... DECISIONE CHE I SOLITI NOTI PASSANO AL PARLAMENTO PER LA SOLA RATIFICA.

Non accettare il loro gioco!

Rifiuta la farsa del voto...

Esprimi la tua disapprovazione col voto di protesta

Per maggiori conferme leggere il testo unico istituzione unione europea dall’articolo 15 al 19.... e tutto sarà più chiaro... Lampante!

LEGGI ARTT. DAL 15 AL 19...  https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:2bf140bf-a3f8-4ab2-b506-fd71826e6da6.0017.02/DOC_1&format=PDF

VOTO DI PROTESTA ... PROCLAMA E FASI ELETTORALI di Orazio Fergnani




VOTO DI PROTESTA PROCLAMA E FASI PROCEDURALI

AlbaMediterranea e The Walk of Change hanno deciso di agire secondo il vademecum di seguito  meglio esplicitato... e per ora ci atterremo a questa linea di condotta.. l'apparentamento, il connubio, il consorzio, il condominio, la compenetrazione, la sopportazione della connivenza con i "meno peggio"... che ha contraddistinto gran parte dell'elettorato italiano in questi ultimi decenni è arrivato al capolinea... e vi possiamo garantire... che dall'interno del palazzo, come alcuni si ostinano a sostenere,  non è mai cambiato un ....... accidenti...che non fosse confacente al volere del “Potere”... ... Cominciamo a mettere a frutto le conoscenze della storia e politica alternativa che abbiamo estratto e surrogato negli anni....

Basta coi compromessi e con le cessioni di benevolenza...
I tempi cominciano ad essere ricettivi alle nuove verità di cui noi siamo portatori...  
Ecco il filo conduttore che ci deve guidare...

La  decisione strategica di AlbaMediterranea e The Walk of Change è stata presa qualche tempo fa ed è un processo a lungo termine.. In questa tornata elettorale la nostra azione si esplicherà nella contestazione della "protesta" della non rappresentatività delle liste, dei candidati, dei programmi, dei partiti politici non indicativi della volontà popolare... Meno che mai della nostra personale.

L'unica, vera, ineludibile proposta politica da condividere e votare può essere solo quella che preveda la nazionalizzazione della banca centrale e la conseguente emissione di Titoli di Stato esenti da debito... Questo Albamediterranea e The Walk of Change faranno.... E quindi per intanto contesteremo queste elezioni nel modo che è qui di seguito descritto. 

Ecco alcuni semplici moduli da compilare e passi da adottare alle PROSSIME ELEZIONI EUROPEE 2019 in sede elettorale per RICONQUISTARE la TUA CONSAPEVOLEZZA di CITTADINO.

Come specificato in vari articoli già esistenti e risalenti al lontano 1957 (Artt. 44, comma
4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79, comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche) si può esercitare il proprio diritto di voto senza effettuare di fatto e realmente l'usuale votazione.

Questo sarà il PRIMO ATTO ed il più semplice per riappropriarci della NOSTRA SOVRANITÀ di cittadini, accompagnata da una “DICHIARAZIONE UFFICIALE DI DISOBBEDIENZA CIVILE” e contestale assunzione di responsabilità..

Ecco alcune indicazioni per far sì che il vostro voto sia ritenuto valido e non sussistano vizi di forma.

Il rifiuto della scheda non trova una specifica disciplina normativa ma non può per questo motivo ritenersi vietato; l’elettore, infatti, può legittimamente richiedere specificamente, dichiarando al presidente del seggio elettorale, di voler “ESEGUIRE UN VOTO DI PROTESTA”.

Per farlo, può dichiarare di volersi rifiutare di siglare una preferenza sulla fatidica scheda elettorale.

Al riguardo, si ritiene che, in tali evenienze, il presidente del seggio, al fine di non rallentare il regolare svolgimento delle operazioni, possa prendere a verbale la protesta dell’elettore e il suo rifiuto di compilare la scheda, purchè la verbalizzazione sia fatta in maniera sintetica e veloce, con l’annotazione nel verbale stesso, delle generalità dell’elettore, del motivo del reclamo o della protesta, allegando anche gli eventuali scritti che l’elettore medesimo ritenesse di voler consegnare al seggio.

Qui di seguito si riportano le istruzioni per la verbalizzazione di protesta e/o reclamo elettorale a fronte della Circolare del Ministero Interno n.23 /2015 – Roma, 22 maggio 2015 e Circolare n. 30 / 2016 – Roma, 27 maggio 2016, comma “h”.

FASI PROCEDURALI:

1) Presentarsi al seggio individualmente.

2) Portare con sé, il documento d'identità e la Tessera Elettorale, una breve dichiarazione scritta con il contenuto della propria protesta (mod.1) in 5 (cinque) copie e/o reclamo (mod.2) in 5 (cinque) copie , da usare soltanto all'occorrenza.

3) Registrarsi al Seggio.

4) Far timbrare la Tessera Elettorale prima di ricevere la scheda, come previsto dall'art.12, comma 1 del D.P.R. 8 settembre 2000, n.299.

5) Solo nel momento in cui uno degli scrutatori vi tenderà la scheda elettorale e la matita per siglarla,, DICHIARARE che si intende esercitare il “diritto-dovere di voto”, ma di “non sentirsi rappresentati da alcuna delle liste e persone candidate.

6) Non accennare IL GESTO di entrare e MAI AVVICINARSI alla cabina per il voto segreto.

7) Dichiarare di voler esercitare il diritto di verbalizzare una “protesta” (ed eventuale successivo) “reclamo” come stabilito dagli articoli di Legge (Artt. 44, comma 4; 68, comma 7; 74, comma 2; 79 , comma 2; 87, comma 1; e 104, comma 5 del Testo Unico Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche).

      8) Consegnare il proprio scritto di protesta perché venga inserito nel registro dei Verbali (mod.1) in 5 (cinque) copie di cui una vi deve essere restituita timbrata per ricevuta. (vedi sotto gli allegati DISPONIBILI).
 
9) Precisare che si intende essere registrati come “elettori adempienti il diritto- dovere di voto”, e che si richiede in forma scritta, una nota che reciti testuali parole: IL SIGNOR (Nome e Cognome) ha presentato un verbale di protesta nei riquadri e colonne della Lista Sezionale e nel Registro per l’Annotazione del Numero delle Tessere, (già’ previsti anche dalla Circolare n.23 /22 maggio 2015)

10) Non accettate e soprattutto non controfirmate che in tali riquadri e colonne venga riportata la dicitura "Non Votante" (suggerita solo come esempio dalla Circolare sopracitata ma, SOTTOLINEATE IL FATTO che vi siete presentati li per “compiere ed esercitare il vostro diritto/dovere di Elettori”, e intendete QUINDI ESEGUIRLO secondo quanto la Legge prevede e consente.

11) Chiarite che NON VI RIFIUTATE DI VOTARE, ma che NON VOLETE VOTARE I CANDIDATI PROPOSTI e, pertanto, vi avvalete della verbalizzazione di una protesta, che a tutti gli effetti di legge vi qualifica come partecipanti alle Elezioni. (FATTO RILEVANTISSIMO!!)

12) La vostra perciò “non è una astensione”, il cui verbale tra l'altro non è previsto dalla Legge, ma “un voto politico a tutti gli effetti”, che non trova però riscontro nel panorama dei partiti o Movimenti italiani candidati, oggetto appunto della protesta.

13) Se la procedura non incontra ostacoli, ritirate la tessera, i vostri documenti e uscite dal seggio tranquillamente con la soddisfazione di non essere complici di questo sistema/regime.

14) Se il protocollo, così come riportato, verrà eseguito nella maniera dovuta da ogni partecipante a questa ATIPICA FORMA DI PROTESTA, avremo scritto una pagina importantissima della STORIA ITALIANA.

15) Se invece, da parte del Presidente, Segretario, o di chi per esso, vi vengono frapposte difficoltà, o vi viene rifiutato il timbro sulla Tessera Elettorale, non reagite in alcun modo, non mettetevi a discutere, anche se provocati dal personale di Seggio.….

16) Richiedere invece L’INTERVENTO DEL PUBBLICO UFFICIALE PRESENTE AL SEGGIO E PREPOSTO PER LA SICUREZZA (CARABINIERE o FINANZIERE, O ALTRO) che dovrà verbalizzare la chiara e decisa volontà del Segretario del Seggio e/o del Presidente di inadempienza dell'obbligo dell'atto di Protesta, diventandone garante rispetto alle parti.

17) Quindi … alla presenza della “forza pubblica” o meno...il Presidente del Seggio... in base al dettato della Circolare ministeriale 1° Marzo 1897, n. 17100-2 ( c.d. circolare Astengo ) Art. 1 – “Ogni atto che perviene all’ufficio o ne parte deve essere assegnato a una categoria di archivio   registrato nel protocollo. “… e dall'articolo 53, comma 5 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445  Sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall'amministrazione e tutti i documenti informatici. “, nonché dall'articolo 18-bis della Legge 241/90, introdotto dal D.Lgs 126/2016.

      18) Presentate quindi il reclamo in 5 (cinque) copie, ne depositate quattro ed una la ritirate timbrata per “ricevuta. Se il modulo del reclamo viene accettato la procedura è completata ed è possibile ritirare i propri documenti ed uscire.

19) Se invece pure in questo caso il modulo di reclamo viene rifiutato, a questo punto esprimete, con voce chiara ed udibile al Segretario del Seggio, (E NON al Presidente del Seggio), che andrete immediatamente a consegnare la vostra querela per attentato contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.); Abuso d’ufficio (art.323 c.p.); Omissioni d’atti d’ufficio (art.328 c.p.); (eventuale) Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);  (ed altro)... all'Ufficiale Giudiziario più vicino, al quale consegnerete anche il RECLAMO specificando le procedure adottate nei vostri confronti in qualità di elettore, quindi ritirate i vostri documenti e uscite con calma dal Seggio.

20) Infine, se volete procedere al deposito della querela contro il Segretario e Presidente del seggio (ed eventuali altri) … potete andare subito, o anche fino a 90 giorni dal momento del fatto… e depositando il modulo della querela (in tre copie – di cui una in ricevuta), allegherete anche il modello di protesta e di reclamo (entrambi in tre copie, di cui una di ciascuna per ricevuta.
      Occorre ricordare che la corretta gestione dei verbali è competenza specifica del Segretario del Seggio, ed è lui che risponde in primis alla legge, e non il Presidente del seggio.

PERCHE' IL LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA IN QUESTO CONTESTO EUROPEO.di Orazio Fergnani




PERCHE' IL LEGITTIMO VOTO DI PROTESTA IN QUESTO CONTESTO EUROPEO.

Quando vi renderete conto che tutti i partiti “ufficiali” vi mentono metodicamente ... infatti non ce n’è uno che proponga al primo posto del proprio programma l’Uscita dall’Unione Europea, l’Uscita dalla B.C.E., la Nazionalizzazione della Banca d'Italia, l'Emissione dei Biglietti di Stato, la Confisca dei beni della Chiesa di Roma etc., etc.,...... Tutti fatti che sono all’origine e causa di tutti i mali sociali, politici, morali, etc., etc., che affliggono le società moderne....

Forse allora capirete che l'unica manifestazione della propria volontà elettorale e consapevole scelta di mettere nome e cognome in una lista pubblica di raccolta dei disobbedienti civili in cui si afferma di disconoscere a) le elezioni; b) la legge elettorale; c) il Parlamento; d) il Governo; e) l’Unione Europea.. f) e un Presidente della Repubblica, che dopo essere stato Consigliere di Corte Costituzionale  e aver dichiarato incostituzionali gli ultimi Parlamenti e Consigli dei ministri a partire dal 21/12/ 2005..... questo consigliere della Corte Costituzionale viene eletto Presidente della Repubblica da quegli stessi che costui (Sergio Mattarella) dichiarava essere illegali ed usurpatori occupanti delle istituzioni di Stato.

Da domandarsi (fra molte altre ovvie domande)... come mai al recente Referendum a proposito della modifica della Costituzione il Popolo collettivamente sia insorto... e in analoga situazione in merito all'abusiva approvazione della nuova leggere elettorale (Rosatellum).... non abbia battuto ciglio...

Quindi quale migliore occasione di evidenziarsi e di mettere nome e cognome e dichiarare pubblicamente il senso di schifo che attanaglia qualunque onesto cittadino??... 

Questa è una falla nel sistema "democratico", potrebbe essere una delle ultime occasioni per farlo... 

A proposito di informazione, non mi ricordo di aver mai letto su un giornale e/o mai sentito in nessuna radio o tribuna elettorale/politica spiegare le regole minime e le varie modalita’ di votazione....

Non una sola riga, non una sola parola, su un momento così importante nell’esplicare una delle funzioni piu’ importanti  di “cittadinanza atttiva”. Uno dei pochi momenti della vita di un cittadino in cui ha, o meglio, dovrebbe avere in mano le sorti del suo destino e di quello della Nazione...

In questa vicenda è chiarissima l’intenzionalità di mantenere i cittadini nella più perfida, perfetta e profonda ignoranza in modo da poter permettere alle varie forme di potere di maramaldeggiare impunemente. Esattamente, ad esempio, come nella gestione del denaro, dove la popolazione è lasciata marcire nella più profonda e incrostata ignoranza.

Noi però oggi sovvertiamo questo ordine incancrenito e muro di silenzio omertorso facendovi regalo di questa specifica conoscenza e consapevolezza.... tanto da potervi contrapporre alla consuetudine di regime proponendo voi stessi addirittura una nuova (seppure da noi rispolverata) modalità elettorale del tutto finora ignota, tuttavia valida e legittima,... senza neppure pretendere noi nulla in cambio...

PENSATE PURE DI NOI QUELLO CHE VOLETE... MA NOI CI CREDIAMO,  LO VOGLIAMO ..... e... SOPRATTUTTO LO FACCIAMO... LO ABBIAMO GIÀ FATTO IL 4 MARZO 2018 QUANDO ABBIAMO OTTENUTO CIRCA 700.000 (SETTECENTOMILA) VOTI DI PROTESTA... E SPERIAMO DI OTTENERNE ANCOR DI PIÙ ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE.

Occorre ribadire che il, voto di protesta è un voto a tutti li effetti E NON E' NULLO, (semmai NON ELETTIVO), esattamente ciò che vogliamo... e il fatto che non concorre ad eleggere non implica che sia conseguentemente nullo) in ogni caso potenziale ed effettivo  “veicolo” comunicativo per esprimere più concetti e “valenze” contemporaneamente...
Inoltre occorre rilevare che :
A) Non potrebbe esserci dimostrazione più eclatante di così per dimostrare di esser andati a votare visto che si viene addirittura verbalizzati...il che è un palese ed esplicito riconoscimento di VOTO ..

B) Viene verbalizzato il fatto di aver espresso una palese, chiara e decisa presa di posizione ed opposizione anche giudiziaria in merito alle elezioni ....

C) I voti di protesta poi vengono raccolti in un elenco ufficiale ...

D) Che viene depositato presso la segreteria elettorale del comune, la segreteria della prefettura e della segreteria della camera....

E) Questo elenco e' pubblico..... VISIBILE A CHIUNQUE A SEMPLICE RICHIESTA.

F) Se IL VOTO DI PROTESTA fosse un voto nullo sarebbe inserito nel fascicolo dei voti nulli e del tutto dimenticato ed escluso da successive considerazioni... ed invece viene mantenuto ed archiviato  in verbali, registri, elenchi (anche a futura memoria)... significherà qualcosa?... chi può giuridicamente sostenere che questo voto sia nullo??...

G) SEMMAI E’ un voto “NON ELETTIVO” ...ed infatti noi di AlbaMediterranea intenzionalmente ci rifiutiamo di votare degli abusivi, illegali, incostituzionali usurpatori.
Il rifiuto della scheda come fase del VOTO DI PROTESTA... inoppugnabilmente perde la funzione di strumento atto alla elegibilità dei candidati o del partito... ma mantiene inalterata tutta la sua valenza di voto espresso ... anzi .... addirittura rafforzata dal fatto di essere diventato voto palese ed identificato attraverso la verbalizzazione e il deposito del documento di protesta e l’inserimento nell’elenco pubblico esposto nei COMUNI, NELLE PREFETTURE E ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ...

H) Ed inoltre in queste circostanze tu voti secondo il volere e le regole stabilite da un parlamento illegale ed incostituzionale, che ha eletto un presidente della repubblica incostituzionale, che ha “nominato” vari governi incostituzionali ed illegittimi che hanno emesso e ratificato folli leggi contro l’interesse del popolo italiano come le leggi sull’immigrazione, sul job act, sui vaccini, sul MES, etc., etc., etc., e quindi votandoli si riconoscerebbe la legalita ed autorevolezza di costoro, così legittimandoli.

Quindi apponendo il voto di protesta si otterrà .... :

A) in primis di dimostrare che il VOTO DI PROTESTA è un concreto strumento di contestazione al regime atttuale;

B) che immediatamente dopo le elezioni saranno DISPONIBILI gli elenchi dei coraggiosi che avranno effettuato il voto di protesta e ci “POTREMO CONTARE” .... e “CI CONTEREMO”;

C) di unire in una prima lotta contro il regime tutti questi reali oppositori facendo resistenza e continua DISOBBEDIENZA CIVILE sotto varie formule e modalità, alcune già predisposte;

D) sulla base degli elenchi pubblici (si invita a mettere sulla scheda di voto il numero di cellulare ed indirizzo email) entreremo in contatto tra di noi e potremo contattarci e conoscerci e valuteremo assieme, se, sulla base dei punti sintetizzati da AlbaMediterranea a seguito di decenni di esperienza di controinformazione, sarà possibile creare un partito di gente coraggiosa e decisa a percorrere strade innovative, evolutive e sostitutive del consumismo postcapitalistico attuale in risposta della quarta rivolizione industriale imposta unilateralmente dalla finanza mondialista.

Spero di avere chiarito almeno qualche aspetto del progetto.(vedi su www.albamediterranea.com ).

N.B. LEGGITTIMO VOTO DI PROTESTA come previsto dall'art. 104, comma 5 del T.U. elettorale D.P.R. 361/57 (ed altro, e successive).

lunedì 11 marzo 2019

Che tempo farà domani? Medioevo (passato remoto) o futuro? DI Orazio Fergnani


Che tempo farà domani? Medioevo (passato remoto) o futuro?
scritto una ventina d'anni fa... da aggiornare allo stadio attuale ... alcune proposte sono ancora sostenibili, altre assolutamente indifendibili... una vecchia e datata mia considerazione... da prendere col beneficio d'inventario...



Premessa

Assunto e premesso che esistono tre tipi di realtà, e cioè la realtà astronomica (che ci è molto poco conosciuta), la realtà oggettiva (i nostri rapporti con l'esterno e con gli altri, e la realtà soggettiva (che dipende dalla nostra più o meno capacità di percezione del mondo esterno;

propongo quanto segue :

non è qui il caso di indagare sopra la realtà astronomica (che ci porterebbe troppo lontano e non ha quasi influsso sull'argomento in questione).

La realtà oggettiva è oramai piuttosto ben definita dalle conoscenze fisico-chimiche che si sono acquisite in questo secolo e tutta la materia è stata perfettamente catalogata ed è misurabile nei suoi piu' infinitesimali componenti; ed è quindi argomento abbastana inconfutabile.

Rimane invece confutabile e disquisibile il terzo tipo di realtà che è soggettiva e quindi personale e perciò varia da individuo ad individuo.

Essa dipende principalmente dalla raffinatezza dei nostri sensi (sia quelli fisici che intellettuali), percio' gli individui che avranno avuto dalla genetica e/o avranno affinato tramite lo studio o disciplina un particolare senso, avranno senz'altro una visione molto mirata e definita della realtà soggettiva ed oggettiva in funzione di quanto più è di loro conoscenza.
   
Va quindi da  sè che ben difficilmente si possono travare denominatori comuni che possano coinvolgere nel loro esatto concetto un grande numero di individui.

Anche i concetti di parola e di linguaggio che dovrebbero essere il più elementare sistema di  interscambio e comunicazione fra realtà soggettiva ed oggettiva  sono variamente compresi ed interpretati ed anche i concetti più semplici, come ad esempio le sensazioni primarie e gli istinti danno luogo a delle  esternazioni che sono variamente interpretabili.

Questo perchè un numero molto grande di variabili e di fattori  interferiscono nell'individuo durante tutte le fasi dell'apprendimento a partire dall’infanzia fino alla morte.

Basterebbe citarne alcune come:  patrimonio genetico, traumi prenatali, fase dell'allattamento, ambiente familiare, ceto sociale, compagnie giovanili, tipo di cultura nazionale, cultura egemonica o subalterna, indirizzo di studi, ambiente di lavoro e non voglio andare oltre, per rendersi conto della variabilita’ di esperienze, cognizioni, .

Ognuno di questi fattori di capacità discernitiva ha una sua rilevante influenza nell'esatta determinazione del rapporto parola – concetto, e influenza in maniera irrevocabile la personalità dell'individuo, la sua integrazione nella realtà, il suo posizionamento sociale, le sue possibilità lavorative.
   
In definitiva un individuo vale quanto più conosce la realtà in cui si inserisce; e/o, meglio ancora, può valere anche l'individuo che non necessariamente conosce globalmente la realtà circostante, ma che comunque è  particolarmente integrato ed eccellente in una qualunque nicchia di essa, vedi i poeti dialettali, i calciatori, le pornodive, che comunicano in vario modo esperienze verbali o non verbali a pubblici di appassionati, perfettamente comprensibili primariamente dagli “aficionados”.
   
a riprova di ciò è possibile rifarsi a numerose ricerche che ci testimoniano che comunque anche l'individuo più dotato dalla natura percepisce solo parte della realtà fisica  (basta ricordare ad esempio che l'uomo sente solo onde sonore ( a seconda dell’individuo) dai 50 hz ai 16/18.000) ma comunque esistono individui che sono più percettivi e altri meno anche sotto questo particolare argomento.
   
Questo vale senz'altro anche sotto il profilo dell'integrazione sociale.-


Individuo,  società, libero arbitrio
  
Bisogna pensare all'insieme della società come ad un'entità distaccata dall'individuo che si pone nella posizione di indagatore e ricercatore nei suoi confronti (della società) per inserirsi all'interno di essa e conquistarla, o comunque crearsi il suo proprio spazio esistenziale.

Si capisce bene che quanto più ampie e solide saranno le capacità dell'individuo (sia culturali che fisiologiche) tanto più le possibilità di riuscita saranno numerose e di prestigio.
      
A contrastare questa linea di atteggiamento nei confronti della realtà sociale  vanno  presi in considerazione tutta un'altra serie di fattori diametralmente opposti i quali tendono ad inibire le possibilità di  inserimento.

È anche evidente che non e possibile schematizzare in modo cosi' semplicistico la situazione, ma che nel gioco entrano altri e considerevoli fattori, non ultimo il condizionamento culturale (che purtroppo entra nel circuito comportamentale della persona nel momento dell'acquisizione di altri concetti come un refuso indesiderato) che condiziona pesantemente il sistema morale/logico e determina in momenti apicali deviazioni di atteggiamento.

Lo stesso vale per il riapparire in particolari frangenti di paure, ansie, riemersioni varie del subconscio che riducono o addirittura inibiscono temporaneamente ogni capacità reattiva.

D'altra parte bisogna sempre tenere ben presente che la società non è in attesa passiva dell' azione dell'individuo, ma ha una sua iperbolica attività mutante istante dopo istante e oppone una resistenza sempre diversa, imprevista ed imprevedibile ad ogni microsecondo.

Vale la pena di considerare allora che la realtà sociale e l'individuo sono si entità separate e diverse, ma  talmente interconnessi e a contatto che non possono non influenzarsi a vicenda (come in effetti accade).

Quindi è difficile dire se esista effettivamente un libero arbitrio dell’individuo.

Io sono deciso per il no perchè, a prescindere da quanto  fin qui esposto, si deve prendere atto, ad esempio, che le conoscenze dell'individuo e della  società variano  in un continuum spazio/temporale che al momento attuale non ci è dato di conoscere, e quindi quello che era valido un secondo fa potrebbe non esserlo adesso.

Questo è tanto più valido quanto più si avanza nel tempo; perchè come ci è dimostrato dalla nostra memoria personale (senza andare ad indagare  troppo in giro ed a fondo) le mode, gli usi, le pratiche lavorative, i costumi e quanto altro vogliamo analizzare sono cambiati in maniera epocale negli  ultimi otto secoli orientativamente, senza scendere in particolari che potremo esaminare più avanti, (rispetto al sistema preesistente) come sommariamente descritto qui :

Una prima volta attorno all'anno 1100;

una seconda attorno all'anno 1450;

una terza attorno all'anno 1750;

una quarta attorno all'anno 1860;

una quinta attorno all'anno 1928;

una sesta attorno all'anno 1968;

una settima attorno all'anno 1990;

un’ottava attorno all’anno 2005

Come si vede chiaramente c'è un dato che risalta immediatamente ed è un fattore accelerativo delle mutazioni delle realtà sociali (o meglio  un insieme di fattori determinante questo effetto iperbolico  ).-

I fattori che determinano le variazioni non è detto che debbano essere costantemente gli stessi, anzi nella  più  parte dei casi avverrà certamente il contrario , anche perchè non sono essi a scatenare gli eventi (nel senso di rompere i perni su cui si poggiano i delicati equilibri interni di una società, la quale precipiterà liberamente per un certo periodo di tempo, non avendo più collante interiore atto a trattenere le forze centrifughe, e si  riassesterà in un momento successivo su nuovi equilibri acquisiti con i nuovi valori qunto più unanimemente condivisi, che avranno come tutti i valori, una fase di inserimento, una fase  di crescita, una fase di declino e una fase di caduta, per poi riiniziare un  nuovo ciclo.

Non è il nuovo valore in sè (o una somma di nuovi valori/concetti/conoscenze) a determinare le mutazioni sociali/storiche, ma l'effetto che da soli o variamente eggregati ad altri hanno su un qualunque aspetto del divenire  della società.

certamente questo è stato vero in passato ed è vero tuttora; ma quello che in più e di diverso si verifica man mano che si succedono le mutazioni  tecno – socio – polito – economiche ed aumenta il loro numero è un meccanismo molto più complesso che si può tentare di descrivere così :

La società è un insieme di fattori concomitanti e interdipendenti…. ne deriva che tutti i fattori all'interno di questo insieme sono delle varianti e quindi necessariamente mai uguali a se stessi

considerazioni

piu' ci allontaniamo nel passato e :

=   1  il numero dei fattori differenzianti (in ogni senso) all'interno della  società era inferiore;

=   2  più il numero delle innovazioni era minore;

=   3  il numero delle parole era inferiore;

=   4  la capacità di esprimersi e di esprimere concetti era inferiore

=   5  la possibilità di comunicazione dei  dati era inferiore;

=   6  la popolazione mondiale era in numero minore;

=   7  la velocità di trasmissione dei dati era inferiore;

=   8  più la possibilità di recepire dati  ed apprendere era inferiore;

=   9  più era impedita ed ostacolata dal potere la comunicazione delle idee;

= 10 più era monopolio del potere la gestione delle idee e della comunicazione in senso lato
(non scordiamoci ad esempio le abiure di Galileo, le condanne e le uccisioni degli eretici, dei protestanti per il  fatto di voler pensare in modo diverso da quanto dichiarato lecito per bolla papale, o decreto imperiale.

Osservazioni

Appare evidente che non è il "nuovo concetto" quindi ad innescare la reazione a catena della mutazione – rivoluzione, ma come espresso sopra,  la sommatoria delle varianti, e cioè :

-   numero dei fattori,
-   differenza nel numero delle innovazioni tra due periodi considerati,
-   numero di possibilità di comunicazione,
-   popolazione mondiale (possibilità di contatti) ma anche altri aspetti.-
-   velocità di trasmissione, immagazinamento, analisi, apprendimento di dati.
-   capacità di ricezione dei dati,
-   accesso alla fruizione dei dati (aspetto politico.

L'effetto di questo aumento iperbolico di varianti è l'estrema instabilità del sistema che praticamente oramai è inserito in una spirale vorticosa in cui ogni precedente regola  e formula sociale, ma non solo, ha perso qualunque valenza e dimostrabilità in quanto basati su presupposti che non esistono più.

Nella realtà astronomica tutto ciò è da sempre saputo ed accettato da tutti,  e certamente salvo situazioni al momento imprevedibili,  lo sarà certamente anche in futuro.

Finora lo è anche nella realtà oggettiva, ma non è detto che continui ad esserlo sempre; basta pensare che ci sono esperimenti in corso, che hanno già ottenuto degli apprezzabili successi, che stanno sperimentando la trasmissione via radio di fotoni, che sono un elemento primario della materia, nulla toglie quindi che fra qualche decennio o poco più, ci si possa spostare attraverso dei trasmettitori di materia, e quindi si possa essere un istante a Roma e l’istante dopo a Calcutta, e l’istante successivo ancora a Montreal.

Immaginate che sconquasso socio – polito – economico si verificherebbe se cio’ si avverasse.

Invece (per fortuna o purtroppo, a seconda dei punti di vista), nella realtà sociale ciò è in ogni caso e comunque sempre più vero.

Infatti mentre si avanza nel tempo (quindi il divenire interviene nell'evoluzione
dell'universo, nell'evoluzione  delle specie, e da quanto sto cercando di dimostrarvi, anche nell'evoluzione della struttura sociale e quindi politica!!!).

Certamente risulta a tutti evidente la differenza di diffusione di informazione, sia sotto il profilo della rapidità di captazione del fatto, da parte di chi lo manipola (i giornalisti, i politici), di celerità nella distribuzione dai vari mezzi di informazione e l'enorme numero di fruitori dell'informazione del fatto (a volte vari  miliardi di contatti) che intercorre tra un evento che si verifica ai giorni nostri e gli avvenimenti che si manifestavano in epoche anche non molto lontane da noi nello spazio e nel tempo.

Ad esempio pochi sanno dei milioni di morti cinesi nella rivolta dei "Boxer" alla fine del secolo scorso una rivoluzione molto più cruenta della guerra civile in Spagna.

Questo perchè all'epoca dei fatti in Cina :

1)                  non c'erano i media attuali;

2)                  non c'erano i miliardi di fruitori attuali;

3)                  una facile reperibilità e disponibilità di accesso all’informazione attraverso più media;

4)                  non c'era una conoscenza diffusa e dilatata, anche se superficiale che c'è adesso;

5)                  e .. soprattutto non c'era la coscenza civile di adesso.

Mentre appunto a causa delle mutazioni tecno – socio – cultural – politiche avvenute negli ultimi anni ad esempio tutti oggi sanno della guerra civile in Cecenia dove ci sono si atrocità,  delitti efferati e morti scannati, ma non da paragonarsi agli eventi cinesi di allora.-

Un altro aspetto secondario (ma non troppo), sia effetto, quanto causa a sua volta di rilevanti coinvolgimenti di quanto accennato prima, e' l'enorme potere che si è accentrato nelle mani di chi maneggia le informazioni.

L'aspetto più considerevole dei momenti di transizione è che tutti gli scenari immaginabili sono parimente possibili e sono questi senz'altro i momenti storici più esaltanti rispetto ai periodi di stabilità, e, fatto rilevante sono questi momenti sono i più fecondi a livello culturale e sociale, e soprattutto quelli fondanti per il periodo che verrà successivamente.

È in questi casi  che si sono sviluppate le più felici teorie sociali ed hanno trovato esecuzione ideali innovativi rispetto al passato, basta pensare agli illuministi ed alla successiva rivoluzione francese, con i cambiamenti che sono intervenuti; oppure al primo fascismo, con il futurismo, i palazzi in stile imperiale, le trasvolate atlantiche, etc., non sempre è stato poi così nel prosieguo perchè  magari una bella teoria ha trovato pessima attuazione ed è degenerata rispetto ai presupposti per cui era nata (vedi comunismo), ma ogni inizio è sempre il periodo più splendido e più fecondo, il cosiddetto “stato nascente”.

Comunque anche se le realizzazioni pratiche delle nuove idee sono state deleterie per la società, in ogni caso hanno contribuito in quanto tali al sorgere di un nuovo modo di pensare generalizzato e una nuova coscenza della realtà oggettiva.

Struttura della società contemporanea

La nostra società (considerandola nel suo insieme mondiale) si manifesta sotto innumerevoli varianti, incongruenze, contraddizioni ipocrisie.

Ci sono Stati che hanno governi democratici liberamente eletti; repubblicani o monarchici, altri che hanno governi democratici ma dittatoriali (vedi Libia – Iran, etc.), altri che hanno governi assolutistici ma abbastanza democratici (vedi Irak saddamiano), altri ancora repubbliche democratiche ma dittatoriali (vedi cile di Pinochet e vari paesi del centroamerica), e altri paesi ancora con  innumerevoli varianti sul tema.

Andando ad analizzare quanti di questi sia un buon governo o no si può vedere che ciò non dipenda assolutamente dalla forma di governo, dal tipo di ideologia che lo supporta, dalla persona a capo del governo, ma soltanto ed esclusivamente dal modo in cui è gestito e dal sistema che ne supporta la gestione.
  
Naturalmente è bene chiarire che cosa si intende per buon governo!!!.
  
È  senz'altro un buon governo quello che permette ai suoi cittadini  (proporzionalmente alle risorse del territorio) :

=1 un' equa ripartizione di dette risorse,

=2 un giusto tasso di intervento diretto del cittadino nella gestione dello Stato,

=3 un insieme di leggi comunque applicabili, sia nel verso dallo Stato al  cittadino  sia dal
     cittadino allo stato (compresi i rappresentanti dello stato in prima persona), o comunque  
     qualcosa che si avvicini il più possibile a questo limite.-

Non esiste nessun governo che applichi queste tre basi fondamentali per il bene dei propri cittadini.

Qualcuno, un pò più degli altri, se ne avvicina, ma mai in nessuna epoca ciò è stato reso possibile da chi deteneva o detiene il potere.

Su questo tema ci si potrebbe interrogare a lungo e si potrebbero trovare innumerevoli e tutte più o meno valide argomentazioni, ma certamente la più vera e cruda è che chi detiene il potere  si ritiene al di sopra delle leggi  e degli altri cittadini, infatti a riprova di ciò sta il fatto storico inconfutabile che non esiste governo (in nessun luogo e in nessun tempo) che abbia abdicato al potere senza costrizione o un intervento cruento e violento dall'esterno.
 
Per violento non si intende incriminazione e prigionia dei dittatori-monarchi-presidenti che hanno dalla loro il sistema da loro eretto e plasmato (per capirci meglio : polizia, esercito, governo, burocrazia, chiesa, etc.), ma uccisione-massacro-sterminio-genocidio-guerra civile, all'interno della  nazione, con centinaia di migliaia di morti di innocenti cittadini vittime del sistema prima, e del trapasso del sistema poi. 

Quindi chi ha da rimetterci in questi sconvolgimenti violenti è sempre il semplice cittadino proprio perchè l'anello ultimo e piu' debole dei sistemi  di governo fino ad ora applicati.

Si potrebbe obiettare che le repubbliche “democratiche” si alternano al potere periodicamente con libere elezioni e rinnovano i loro governi continuamente, ………niente di più subdolo.

È  senz'altro vero che i rappresentanti dei cittadini si alternano periodicamente al governo o all'opposizione (in sporadici casi!), ma essi non sono che rappresentanti di interessi precostituiti (delle lobbies degli industriali dei sindacati, di settori finanziari, economici, di multinazionali in particolare finanziarie, di partiti politici, della Chiesa etc.) che cercano in tutti i modi legali, ma soprattutto illegali di far prevalere le tesi favorevoli al raggiungimento dei loro interessi particolari.

In realtà il sistema non si rinnova affatto perchè è si vero che i  rappresentanti al governo cambiano (o dovrebbero cambiare in continuazione),  ma gli interessi ed i fini che cercano di perseguire in realtà sono ben costanti nel tempo a dispetto dell'evoluzione della società.

Dipende da questa divaricazione fra la società virtuale (governo) e reale (cittadini) non più vincolate ed interagenti tra di loro (perchè basate sulla condivisione delle stesse basi tecno – socio – cuturali ) l'instaurarsi dei presupposti per lo scatenarsi delle forze degenerative del sistema,  a cui il sistema stesso, qualunque atteggiamento prenda al momento in cui se ne renda conto, non può più oggettivamente opporsi fattivamente e controllarlo.

I governi (potere, conservatorismo, caste, ordinamenti, oscurantismo, immobilismo) ed i cittadini (cultura, civiltà, scienza, azione, progresso,) parlano due linguaggi diversi, inconcilabili, incomprensibili ed incondivisibili l’uno agli altri.

È  sempre stato così, ma ora la divaricazione  culturale e comunicazionale non ha eguali.

Ed è da ciò (dalla difesa ad oltranza del mantenimento del potere) che si creano ulteriori tensioni,  e la disgregazione del sistema attinge ulteriore energia che lo porterà comunque a vincere sul preesistente.
   
Tutto in maniera duramente e direttamente proporzionale.

Tanto più la resistenza sarà feroce, spietata, incivile, oltranzista, tanto più l’esigenza alla libertà di comunicazione e di conoscenza si aprira’ nuove strade comunicazionali, ad esempio “skipe”, il file transfer protocol (FTP), il p2p.

Questo ci porta a conclusioni estremamente semplici :

=1 è  del tutto inutile, illogico, semplicemente impossibile cercare di  rallentare, ostacolare,
     impedire, i processi di sviluppo ed evoluzione  della società , delle culture, della scienza.

=2 occorre che il governo rappresenti costantemente gli interessi della maggior parte dei
     cittadini e non solo di frazioni di essi.

=3 non si può persistere ad libitum al perseguimento di un fine (pur valido giustificabile ed
     onorevole inizialmente), sarà comunque sorpassato dal fluire del tempo (vedi Bertinotti   
     ed i sindacati, che ormai rappresentano quasi soltanto se stessi, perchè comunisti
     non ce ne sono più e metalmeccanici ce ne sono sempre meno).

=4 il sistema di governo deve essere mutabile con l'evolversi delle esigenze della società e
     non sclerotizzato, mummificato e ritorto su sè stesso  come tutti i sistemi fino ad ora esistiti.

=5 deve essere ben chiaro che i cittadini sono “lo Stato”, non gli organi e le istituzione dello
     Stato (e relativo sistema di governo).

=6 quindi i cittadini possono e devono cambiare il sistema se cio' torna utile alla maggioranza di
      essi.

=7 occorre fare si che il divenire del sistema non sia traumatico e in sincronismo con la
      realtà sociale.

=8 occorre che le strutture statali siano quanto di piu' plastico e plasmabile si possa
      realizzare, in quanto si possano modificare in continuazione per poter andare in parallelo
      con la società attiva e fattiva (mutante) e appunto per questo non creare delle soluzioni di
      continuita' nel divenire della realtà (che rappresenta innumerevoli variabili fra cui    
      appunto anche le due qui citate).

Flessibilita’ dello “Stato”

Il concetto espresso va analizzato un po’ più a fondo :

andando con la mente ai ricordi dei periodi appena precedenti le rivoluzioni ci sovvengono episodi di carestie, sofferenze, migrazioni, disoccupazione, povertà, etc. di interi popoli.

Eventi sviluppatisi successivamente in lotte di classe, richieste di miglioramenti economici da parte delle classi più misere (richieste sempre inaccolte da parte della società dominante perchè ciò avrebbe comportato sacrifici a cui essa non era abituata) per cui la parte di popolazione più debole era costretta per poter sopravvivere a compiere ruberie, rapine, rapimenti, e ogni sorta di delitti in una spirale sempre più perversa e rapida che porta in fondo, al limite moralmente, eticamente, politicamente, economicamente più  basso immaginabile.

Comportando con ciò una dose ben più pesante di sacrifici di quella che se fosse stata data inizialmente soddisfazione alle richieste di innovazione, probabilmente si sarebbe (anche solo parzialmente) ovviato a catastrofi così cruente, ampie ed empie.

Non si può affermare che se qualche provvedimento fosse stato attuato in quel senso lo sviluppo della situazione sarebbe stato lo stesso, ma certamente si sarebbero potuti evitare sconvolgimenti così traumatici per la società.

Questo divenire della società è inarrestabile a prescindere dalla volontà di “governismo” e qualunque iniziativa che gli Stati, i governi, le classi dominanti possano assumere, essa è destinata a  cadere rovinosamente abbattuta dalla forza travolgente del progredire.

Come esempio negativo basta ricordare la forza dell’impero romano e l’imbattibilità delle sue legioni, ciononostante, seppure con tutte le modificazioni delle strategie, militari, seppure con l’integrazione nell’esercito dei popoli barbari confinanti, l’impero romano era predestinato al crollo e alla rovina  perchè la massa delle popolazioni barbare semplicemente aveva più fame dei romani, più aggressività, più popolazione giovane, ed inoltre  nuove tecniche di combattimento…. e... soprattutto... non avevano nulla da perdere, ……….come i terroristi kamikaze palestinesi.
   
Questa possibilità di flessibilità, di cambiamento costante e continuo, di rinnovamento il divenire dell’esistenza dei cittadini e dello “Stato”  è la  libertà, e questo è il senso vero, la valenza prima che questo termine deve possedere.
  
La libertà è prima di tutto libertà, della popolazione nel suo insieme, di svilupparsi in qualunque senso essa voglia, anche del tutto inconsapevolmente e apparentemente incoerentemente. una società  libera saprà ritrovare sempre gli equilibri giusti per smorzare le tensioni interne.

Il giusto significato della parola "libertà" è questo e nessun altro.

la libertà non è mai dell'individuo.

la libertà non è parte dell'individuo.

La libertà è della società;  che può farne partecipe l'individuo o gli individui, ma che non è comunque mai propria di tale individuo, ed esso può esserne privato in qualunque momento (lasciando ovviamente sempre attive le garanzie legali del cittadino) e senza preavviso se ciò torna essenziale e primario alla società nel suo insieme, non perchè lo dico io, ma perchè nei momenti topici della storia è sempre stato così e lo sarà sempre, perchè nei momenti critici l’individuo tende a salvare e preservare la specie : < …prima le donne ed i bambini>.

Ognuno può trovare innumerevoli esempi a conforto. alcuni di questi possono essere :

Ø                        la tolleranza razziale, che in qualunque momento può cadere se ciò torna utile alla società;
Ø                        la schiavitù, che si può instaurare sotto più o meno mentite spoglie in qualunque momento;
Ø                        le rivendicazioni sociali; che possono appellare ai ceti più diseredati la possibilità di giudicare
   le classi dominanti sui poco leciti arricchimenti ai loro danni fino ad allora tollerati.

Conclusione

Tutto queste manifestazioni e tensioni descritte in questo “escursus”  possono ricondursi  alle prime affermazioni espresse all’inizio di questa analisi, e cioè che la  società, la politica, la cultura, tutte sono l’espressione della nostra personalità e dell’insieme delle personalità dei gruppi di cittadini che si integrano in una qualunque forma di aggregazione per una qualunque condivisa azione partecipativa ad una qualunque  forma di innovazione, di tentativi di tracciatura di nuove strade necessarie a manifestare esigenze dirompenti e prorompenti le regole e gli ordini preesistenti.

La visione della realtà è diversa da individuo ad individuo e mutevole istante per istante, e perciò stesso è impossibile il mantenimento di un istituto (quale che sia) che accomuni perennemente su un qualunque tema  ed obiettivo anche il più nobile ed apprezzabile.
e quindi, ... e a maggior ragione : 

A)                 che senso possono avere oggi  aggregazioni come i partiti politici tutti costituiti  a
partire da mezzo ad un secolo or sono?

B)                quali  interessi perorano?

C)                forse la difesa della piramide dei burocrati di partito?

D)                quali istanze propongono?

E)                 forse quella delle prebende dei burocrati di partito?

F)                 quali privilegi difendono?

G)                forse i vantaggi ed i preferitismi dei militanti di partito?

H)                perchè li difendono?

I)                    sara’ perchè i partiti possono essere definiti anche “fazioni” che sono così maldestramente ed antistoricamente faziosi?

ecco perchè  :

1)                  il sistema dei partiti politici  va semplicemente abbandonato, perche’ obsoleto, inefficace, inefficiente, non rispondente alla velocità di mutazione delle esigenze dei cittadini e della società;

2)                  bisogna invece creare una serie innumerevole ma limitata nel tempo di comitati ed aggregazioni orizzontali, a  partire dal livello locale fino al livello nazionale, della durata strettamente necessaria al raggiungimento di pochi o singoli obiettivi.

3)                  in ogni caso comitati, organizzazioni,  associazioni, senza strutture verticali, con partecipazione attiva degli aderenti, basato su tessuto orizzontale, volontario, gratuito (o meglio, se finanziato dallo Stato);

4)                  con sistema preliminare di raccolta delle partecipazioni operante a mezzo internet  o derivati, definito e determinato in ogni sua specificità con l’ausilio di sistemi informatici, fino alla fase finale dove la partecipazione torni alla tradizione e sfoci in manifestazioni partecipative democratiche quali cortei,  scioperi, campagne di sostegno di  interessi civici.



Per ora mi fermo qui.

Orazio  Fergnani.