martedì 14 luglio 2020




RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 

Carlo Alberto Dalla Chiesa, come del resto è noto, massone di ben 2 Logge, quella ‘regolare’ di Londra, rito scozzese antico e accettato, e la P2, fu allievo dilettissimo, nell’ Arma, di Giovanni De Lorenzo, il Generale fellone e traditore che organizzò il golpe del 1964, sotto la direzione di Antonio ‘Segni’, il Presidente, eletto con le schede controllate, da Cossiga il debuttante, di TUTTI i DC che si recavano al seggio elettorale congiunto, Camera e Senato, nel giugno 1962. ‘Segni’ era cugino diretto dell’ Berlinguer, oltre che dello stesso Còrsica

Il golpe fu smascherato da l’ Espresso, grazie a uno scoop di Jannuzzi e Scalfari, forse dietro soffiata diretta del KGB, quando ormai ‘Segni’ era già stato destituito, brevi manu, con la scusa del ‘colpo’ (apoplettico), ironia della sorte, ….

Dalla Chiesa, rilevandone il comando, organizzò le Brigate, per realizzare ‘da sinistra’, quanto fallito a ‘destra’, mettendo i suoi uomini in seconda fila dietro i ‘fondatori’, Curcio e Franceschini, due strumenti dei vari Moretti, Pisetta ed altri ancora attivi, per esempio a Radio Maria, che fa rima con C.J.A…..travestiti da teo.con.

Nel frattempo, correva il 1967, Feltrinelli ---ritornato in campo a seguito del Congresso U:G:I:  di Rimini, dove era stata sconfitta la linea di Berlinguer, nella persona di Ochetto e Petruccioli CHE VOLEVANO SMANTELLARE LA LINEA CULTURALE ANTI-IMPERIALISTA ED ANTI-INTERVENTISTA, che aveva portato alle più grandi manifestazioni di massa in tutte Europa CONTRO L’ AGGRESSIONE AL VIETNAM—
che con il Che, ---IL QUALE, NON DIMENTICHIAMOLO: FU IL VINCITORE POSTUMO DELLA GUERRA IN ANGOLA CONDOTTA DAL MPLA CONTRO L’ AGENTE GIUDAICO “JONAS” SAVIMBI che voleva svendere il petrolio angolano agli USA, era rimasto in strettissimo contatto, tanto da finire in carcere in Bolivia-- ricevette richiesta OVVIAMENTE RESPINTA, da 'Frate Mitra’, il Girotto medesimo, di contattare il leader argentino… Giangiacomo si era già arcipentito di avergli mandato quell’ ambiguissimo intellòcrate Régis D’ Ebré, che si ritiene l’ autore della delazione finale: “Quebrada del Yuro”….

Intanto Moretti, ricatturato Curcio in casa ‘Mantovani’, in perfetta coordinazione con l’ Berlinguer, LANCIO’ LA LINEA DURA SUL SEQUESTRO MORO, dettata dall’ agente STEVE “PICENI”, come si pronuncia sul serio, tolte le scritte polacche tipo Dzwisz, sappiamo il resto.

Quelle che NON si sa è che, A VIA FRACCHIA, i caramba ricevettero ORDINE DI STERMINIO, MENTRE DORMIVANO, DI TUTTA LA COLONNA GENOVESE DELLE BRIGATE….

CHE ERANO PROPRIO MANOVRATI DA DALLA CHIESA, IL QUALE GLI AVEVA COMMISSIONATO IL FURTO DEL MEMORIALE-MORO,

e così se lo prese direttamente,

LIBERO DI PERICOLOSI TESTIMONI DELLE SUE TRAME GOLPISTE, poi stroncate dalla C.J.A. medesima nel settembre ’82 (non tolleravano le sue iniziative ‘personaliste’), via la solita mafia, NON SENZA AVERE SVALIGIATO LA CASSAFORTE, COL MEDESIMO MEMORIALE, custodito nella  cassaforte di Villa Withaker a Palermo, dove il Generale, CHE SI SENTIVA IN UNA BOTTE DI FERRO, risiedeva come SuperPrefetto anti-mafia, convinto di diventare poi UltraPrefetto di Italia intera…Così è pure comprensibile e spiegabile perchè se ne andasse apparentemente “impavido ed ardito” tranquillamente in giro senza quasi scorta...