sabato 13 aprile 2019

MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE di Orazio Fergnani ( tratto da un articolo di Paolo Barnard)





MOTIVAZIONE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE AD UN POTERE ISTITUZIONALE ... CHE NON HA ALCUN POTERE
tratto da un articolo di Paolo Barnard

Parlamento Europeo è il più farsesco demenziale baraccone mai pensato dalla Storia politica umana. Credere che dall’interno di un carrozzone impantanato come questo, è da fessi. E contestualmente i parlamentari europei che delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi (e sovente conflittuali con le Costituzioni nazionali) ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, sono dementi, vigliacchi e traditori. Epstein e O’Halloaran in uno studio della Cambridge University del 1999 dichiararono : “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami ‘riforme’ di lavoro e pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, nda)”.

Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabile. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrighi legali asfissianti, per cui  per capirci qualcosa un deputato si dovrebbe dotare di uno staff di tecnici ed anche di ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sulla critica da proporrre, trovare i mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo ed infine convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.
I tempi...  4 mesi per : 1) organizzare tutto quanto detto prima; 2) fare un lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE;  3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che deve essere poi d’accordo. Entro i 4 mesi, ... altrimenti tutto da capo.

Dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto paradossalmente ed incredibilmente è passato inconfutato.

Ma il deputato contestatore deve anche sorpassare il possibile veto della Commissione Parlamentare interessata; un possibile veto che viene da conflitti di giurisdizione, ottenere la maggioranza assoluta di tutto il Parlamento UE e l’ok del 55% del Consiglio dei Ministri (cioè di tutti gli Stati UE). In altre parole: il parlamentare UE ha in pratica zero poteri di bloccare le leggi fatte dagli autocrati di Bruxelles.

Il Parlamento UE può in effetti bocciare sia la nomina del Presidente della Commissione UE, sia la lista dei Commissari UE. .....ma basta ripresentare quasi identici il Presidente e Commissari o colorare con minime cosmetiche correzioni per salvare la faccia ...Se il Parlamento UE non accetta il salva-faccia, esso riboccia il tutto.... e si entra nel labirinto chiamato Crisi Costituzionale secondo il Trattato di Lisbona.
Chi la risolve la crisi costituzionale sopra descritta? Il Parlamento UE?. Il Consiglio Europeo? No .. semplicemente la Corte Europea di Giustizia, meno eletta della Commissione UE.

Ma ciò che questa Europa ha portato di più devastante sulla più bella e democratica Costituzione del mondo, la nostra, sono i Trattati. Finora in tutto quest’articolo abbiamo parlato dell’inesistente potere del Parlamento UE di opporsi alle leggi sovranazionali della Commissione. Esse sono chiamate “Leggi Secondarie”.

Le “Leggi Primarie” in Europa sono quei Trattati, come Maastricht, Lisbona, o il devastante Fiscal Compact (quello che ci ha imposto nella Costituzione di Calamandrei la distruzione del suo senso più profondo, cioè l’equità sociale e, fra molto altro, l’abolizione dei poteri di spesa sovrana del Parlamento di Roma).

Il parlamentare europeo in definitiva non ha alcun potere di cambiare o di eliminare i devastanti Trattatti Neoliberisti, cioè quelli economici che contano perché si parla di Spesa di Stato per le nostre vite, malattie, lavoro, pensioni o giovani e della nostra Costituzione nazionale.

Il Trattato di Lisbona, con l’Art. 48 TEU, sancisce che per modificare un Trattato europeo ci sono quattro procedure. In tutte e quattro il ruolo del Parlamento UE è limitatissimo. Tre sono le fondamentali: la Procedura Ordinaria, la Semplificata, e la Passerelle.Già l’elenco degli attori in questa farsa  è indicativo. Tutti questi attori devono essere tutti insieme coinvolti, pluri-consultati, coordinati, informati e infine convinti a cambiare un Trattato:
- Tutti i 28 governi nazionali, e anche solo uno può porre il veto a tutto
- La Commissione di Bruxelles
- Il Consiglio Europeo
- Il Consiglio dei MInistri
- la cosiddetta Convenzione europea
- la Conferenza Intergovernativa
- la Banca Centrale Europea
- e in ultimo il Parlamento UE

La Procedura Ordinaria: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Quindi va messa assieme una Convenzione europea dove vanno coinvolti: i rappresentanti di tutti i governi, con i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, con la Commissione, e col Parlamento UE. Poi si indice una Conferenza dei governi europei che deciderà sulle proposte di cambiamento del Trattato in questione. Se fallisce la Convenzione, fallisce tutta la procedura. Alla fine il tutto torna poi ai Parlamenti nazionali che dovranno votare un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Semplificata: la proposta di modifica di un Trattato può partire da Stati UE, Commissione o Parlamento, e va diretta al Consiglio Europeo. Consiglio Europeo e Consiglio dei Ministri si consultano con la Commissione, con la Banca Centrale Europea e col Parlamento UE, ma non c’è nulla di vincolante da parte di quest’ultimo. Poi Il Consiglio approva la modifica, ma di nuovo si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

La Procedura Passerelle. E’ una specie di scorciatoia super tecnica nella modifica di un Trattato. Per esempio, essa permette al Consiglio Europeo di autorizzare il Consiglio dei Ministri a ignorare i Trattati modificando la maggioranza di voto che gli è richiesta per certe decisioni (da unanimità a maggioranza qualificata). Oppure lo autorizza a cambiare il modo di legiferare in UE da ‘speciale’ a ‘ordinario’ anche quando i Trattati avrebbero imposto la modalità ‘speciale’. Però per adottare la scorciatoia Passerelle, il Consiglio Europeo deve raggiungere voto unanime. Ma come sempre si deve tornare a ogni singolo Stato membro per un sì o no alla Passerelle, ma basta il veto di uno solo per bloccare tutto.

RIFLESSIONE....

Un parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e i cui legislatori devono lottare all’ultimo sangue se vogliono opporsi a potentissime leggi fatte da gente che nessuno elegge è strumento ingiusto, illegale, illiberale ed usurpativo dei diritti e dellle funzioni democratiche.

Votare per eleggere un Parlamento Europeo  così palesemente “fasullo” e men che mai rappresentativo della volontà del popolo europeo è rendersi intenzionalmente complici di una dittatura.

NOI NON CI PRESTIAMO A SIMILI RAGGIRI.

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